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Neppure la pioggia li ha fermati e, armati di bastoni da trekking, impermeabili e ombrelli, hanno percorso a piedi i 33,210 chilometri che separano il Duomo di Vercelli da quello di Novara. Sono i partecipanti all’ottava edizione del Cammino “Da Eusebio Vercelli a Gaudenzio Novara”, promossa dall’Associazione novarese Amici di Santiago, presieduta da Enrico Zaninetti. Un cammino proposto sin dai suoi inizi nel mese di maggio e che cambia i punti di partenza e di arrivo ad anni alterni. Nel 2023, infatti, si era partiti dalla Cattedrale di Santa Maria per arrivare poi a Vercelli.

In quest’ultima edizione del cammino sono partiti in 16. Tre si sono ‘persi’ per altri impegni alla fermata intermedia alla cascina di Sant’Apollinare a Casalbeltrame e due, proprio da qui, si sono aggiunti per percorrere insieme la par te finale. Così, sul sagrato della Cattedrale novarese, sono arrivati in 15. Partenza alle 8,30 e arrivo qualche minuto dopo le 17.

A guidarli, tra strade sterrate, risaie, canali e coltivazioni di riso e di mais, la passione per camminare, la voglia di conoscere e scoprire angoli nuovi delle due province e di stare insieme qualche ora. Un cammino itinerario storico tra città, risaie e campagne, che ha conquistato tutti.

Antonietta Sorrentino: «sono socia dell’associazione e ho percorso i 16 chilometri che dividono Sant’Apollinare, dove c’era il pranzo, a Novara. Un’esperienza molto bella e che consente anche – commenta – di stringere nuove amicizie. A gennaio, quando l’associazione ha proposto il Cammino di San Gaudenzio, da Ivrea a Novara, ho preso parte all’ultimo tratto, quello da Vercelli sino alla nostra città. Camminando, si parla, si osserva, si vive la natura. Quest’anno ho visto molti partecipanti giovani. E questo è bello. Ho 61 anni e sono sola. Iniziative come queste le apprezzo molto». Sorrentino è rientrata da poco da un’altra esperienza di cammino con gli Amici di Santiago.

In questo caso in Puglia. «Dodici giorni, tra Martina Franca e Santa Maria di Leuca – spiega – in cui abbiamo camminato tutti insieme». E il cammino che dà il nome all’associazione? «Perché no? Ci si può pensare»…

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