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«Il campetto da calcio in Oratorio può essere ancora una palestra di vita». Ad affermarlo è don Riccardo Cavallazzi, responsabile della pastorale giovanile dell’Oratorio di San Vittore a Intra e vicedirettore dell’Ufficio diocesano per la pastorale giovanile. In questi giorni sta preparando il borsone da calcio.

È arrivata, infatti, la convocazione nella Nazionale italiana sacerdoti per gli Europei di calcio a cinque. Si gioca in Romania e l’esordio è per martedì 14 febbraio, a Timisoara, con le partite del girone eliminatorio.

«Dopo l’esperienza del 2018 – racconta don Riccardo – non nascondo che sono felice per questa nuova opportunità. L’ultima volta siamo stati eliminati da Ungheria e Portogallo, pur avendo chiuso il girone a pari punti. Quest’anno avremo di fronte i confratelli sacerdoti delle nazionali di Romania, Repubblica Ceca e Slovacchia. Se tutto va bene, giovedì 16 ci giocheremo l’accesso alla finale». Nato ala destra, con fiuto per la rete, con l’arrivo dei primi capelli grigi e qualche allenamento in meno, oggi don Riccardo presidia la difesa e, chi lo conosce bene, afferma che superarlo non sia semplice.

«Fin da bambini, ho respirato il profumo dell’erba dei campi da calcio in Oratorio a Borgomanero, anche se spesso è stata più che altro la polvere della terra – racconta don Riccardo. – L’amore per il pallone non mi ha più abbandonato. E se guardarlo in televisione, seguendo le sorti del mio Torino, il calcio mi piace, ancor di più è bello poter allacciare gli scarpini e scendere in campo con i ragazzi dell’Oratorio a Intra». Dai campetti di periferia, prima di diventare sacerdote, è approdato anche nel calcio dilettantistico, giocando con il Real Borgomanero. Quando era semplicemente Riccardo Cavallazzi, le dinamiche di spogliatoio il don le ha vissute tutte quante, condividendo gioie e sofferenze, vittorie e sconfitte con i compagni di squadra.

L’articolo integrale sul nostro settimanale in edicola venerdì 10 febbraio e disponibile anche online.

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