Trecentosettantadue famiglie attualmente seguite, 227 quelle incontrate nel 2025, 231 forniture di vestiario, ma anche di lenzuola e coperte e 56 nuove richieste per poter disporre dei pacchi alimentari.
Sono solo alcuni numeri che rendono l’idea dell’attività di un Centro d’ascolto Caritas, servizio accanto a chi vive ai margini, agli ultimi, e sostenuto dai fondi dell’8xmille.
In questo caso sono i numeri del Centro di Borgomanero, che – aperto ogni lunedì dalle 8.30 in poi – ha la sua sede in corso Roma e collabora con altre realtà e associazioni caritative del territorio.
«A Borgomanero – spiega il parroco, don Piero Cerutti – come parrocchia operiamo su tre fronti d’intervento per chi ha bisogno. Le persone passano al Centro d’ascolto, dove vengono accolte e dove vengono registrate le necessità. Da qui si decidono i successivi passi. Nel retro della chiesa di San Gottardo abbiamo la distribuzione di vestiario e di quanto può servire per la casa, come lenzuola e coperte».
Per le borse della spesa – secondo ambito d’azione della parrocchia con il Centro d’ascolto – c’è l’Emporio Borgo Solidale, che – situato nei locali della stazione ferroviaria – si occupa della distribuzione di borse alimentari e di pane invenduto e di raccolta di generi alimentari. Una realtà che mette insieme diversi attori di Borgomanero per aiutare chi attraversa un difficile momento economico.
Altra collaborazione della parrocchia è quella con la Mensa dei poveri, «dove – riprende don Cerutti – ogni giorno, dal lunedì al sabato, viene distribuito il pranzo a chi non può permetterselo.
A disposizione ci sono anche una decina di posti letto per i senzatetto».
A scendere maggiormente nel dettaglio delle attività del Centro d’ascolto, dove sono una decina i volontari, è il Cda della struttura, attiva ormai da vent’anni: «La parrocchia è coinvolta in diverse iniziative benefiche – spiegano i consiglieri – La Caritas e il Centro d’ascolto sono una delle prime, poi si sono aggiunti l’Emporio Borgo Solidale e la Casa della carità, gestita dall’associazione Mamre del presidente Marco Metti. Qui ci sono una mensa e alcune camere per chi non ha una casa. Grande poi è la sinergia stretta con il Ciss, il Consorzio intercomunale per i servizi socio sanitari. Collaboriamo con gli altri per dare un aiuto concreto a chi ha meno. Da noi passano persone, singoli ma anche famiglie, che hanno bisogno. La Caritas – continuano – è il primo punto di informazione per chi ha necessità».
Il Centro d’ascolto apre il lunedì alle 8.30 «e resta aperto sino a che c’è ancora qualche persona che ha bisogno. Ci vengono segnalate le urgenze più diverse. Bisogni, tra l’altro, costantemente in crescita. Dal pagamento delle utenze e dell’affitto sino a un sostegno nell’acquisto di medicinali. Come anche per i libri e l’arredo per la scuola dei bambini. In questa direzione è fondamentale lo scambio di informazioni con il Ciss. Collaboriamo molto anche con l’associazione Vedogiovane. Come anche con il Centro aiuto alla vita per le neo-mamme».
Per sostenere chi ha bisogno anche nel lavoro «abbiamo costituito una rete significativa con il centro per l’impiego e con l’agenzia Ranstadt. Ogni persona o famiglia che passa da noi la indirizziamo laddove c’è il servizio che la può aiutare. Costante è anche il colloquio con gli assistenti sociali del Comune. Attività che conduciamo grazie ai fondi dell’8xmille, circa 10mila euro l’anno, pochi a fronte dei bisogni emergenti, ma anche grazie alla donazione di privati e di club come i Rotary e i Lions, che sotto Natale forniscono importanti contributi.
Molto, per fare tutto questo – evidenzia il Cda – giunge da fondi della parrocchia».Un servizio di ascolto e aiuto che parte dalla valutazione dell’Isee di chi chiede aiuto. In quest’anno sono stati anche pagati 22 affitti, 20 bollette dell’acqua, 73 utenze del gas e 52 della luce. A essere seguite sono famiglie tanto italiane quanto straniere.
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