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Se dalla tornata elettorale il novarese è uscito meno bene di quanto non sia andata la volta scorsa (2 consiglieri invece di tre) alla fine nei giochi ad incastro che stanno portando alla definizione della giunta Cirio, la provincia porta a casa risultati notevoli in termini di rappresentanza.

L’aspetto di maggior rilievo è nel numero dei nomi in giunta che saranno due invece che uno, come nella precedente legislatura. Il primo è proprio lo stesso: il riconfermato Marnati

L’assessore uscente ad Ambiente, Energia, Università e Ricerca, pur escluso da un seggio da Palazzo Lascaris, è praticamente certo di tornare allo stesso incarico. La spinta arriva dalla Lega novarese che ha un peso rilevante a livello regionale oltre che dai buoni rapporti con Riccardo Molinari (capogruppo della Lega a Montecitorio) e con Cirio. Per questo Marnati dovrebbe spuntarla sull’astigiano recordman di preferenze Fabio Carosso.

Il secondo assessore ha il volto di Marina Chiarelli. La vice di Canelli era predestinata ad un posto nell’esecutivo e quindi la sua nomina non suscita alcuna sorpresa. Meno atteso l’incarico. A lei dovrebbe infatti essere assegnato il compito di gestire cultura e turismo, delega di peso significativo, seconda in quanto a rilevanza solo a Sanità e Agricoltura in termini di relazioni con il territorio. Qui contano certamente i buoni uffici di Nastri ma anche il rilevante risultato novarese di Fratelli d’Italia che ha portato a casa il 34,75% dei voti contro un più modesto 24,45% a livello regionale.

La nomina della Chiarelli, praticamente certa qualunque sarà il suo incarico, schiude le porte a Gianluca Godio, già sindaco di Gozzano. Entrerà in consiglio anche l’imprenditrice novarese Daniela Cameroni. Il suo nome era nel listino ed è la prima esclusa per Fratelli d’Italia, partito che dovrebbe avere la vicepresidenza. Se questa, come sembra molto probabile, andrà ad Elena Chiorino questa rinuncerà alla poltrona in consiglio lasciandola alla Cameroni. In alternativa e meno probabilmente, alla Chiorino potrebbe andare la sanità ma anche in questo caso il suo seggio andrà alla novaresee

Alla fine quindi in consiglio la provincia avrà tre consiglieri (oltre a Godio e Cameroni, c’è anche Rossi all’opposizione) contro i due ottenuti dalle elezioni., sempre uno in meno rispetto alla precedente legislatura, ma un assessore in più.

Vanno peggio le cose per il Vco. Completamente esclusa dal consiglio, la provincia del Nord  dovrebbe entrare nell’esecutivo dalla finestra grazie alla nomina a sottosegretario alla presidenza di Alberto Preioni.

Il leghista, già capogruppo nella precedente legisaltura, avrebbe l’incarico di coadiuvare nei suoi compiti Cirio, un ruolo di responsabilità istituito a partire da questa legislatura e che gli consentirà anche di partecipare (pur senza diritto di voto) alle riunioni della Giunta. Un modo per la provincia del Nord di avere qualcuno che ne rappresenti le istanze.

Novaresi a parte, la Giunta dopo un incontro a Roma dei vertici di Fratelli d’Italia (al quale ha partecipato anche Gaetano Nastri e il “plenipotenziario” di FdI in Piemonte Guido Crosetto) dovrebbe essere stata fatta grazie all’assegnazione della poltrona chiave della sanità a Federico Riboldi (FdI) che era in alternativa ad Elena Chiorino. Già predestinato all’agricoltura, l’ex sindaco di Casale Monferrato accettando un ruolo molto complicato da gestire e per il quale nessuno sembrava disposto a scannarsi (tanto che si era parlato anche di un tecnico che poteva anche essere il novarese Mario Minola), i pezzi sarebbero andati tutti al loro posto nelle rispettive caselle.

L’accordo di coalizione, percentuali alla mano, dovrebbe prevedere 5 posti a FdI con in più quello del presidente del Consiglio regionale (che potrebbe andare a Davide Nicco, al momento più accreditato del vercellese Riva Vercellotti) e il resto, compresi i due sottosegretari per gli alleati di cui uno, come detto, sarebbe Preioni.

Per FdI oltre a Riboldi, le altre deleghe dovrebbero essere le Politiche sociali per Marrone e la riconferma a Lavoro e Istruzione per Chiorino e l’Agricoltura per Paolo Bongioanni.  

Lega e Forza Italia reclamano tre posti ciascuno, ma occorre fare i conti anche con la lista civica del presidente, seconda forza della coalizione con il 12,23% (rispetto al 9,85% di FI e il 9,4 della Lega).

Per i berlusconiani nell’esecutivo dovrebbero entrare gli uscenti Marco Gabusi (Bilancio), Andrea Tronzano (Trasporti) e l’esterna Claudia Porchietto come sottosegretario.

In casa Lega il posto più sicuro, Marnati a parte, dovrebbe essere quello del presidente della Provincia di Alessandria Enrico Bussalino, che dovrebbe avere una delega legata all’applicazione dell’autonomia differenziata.

Per quanto riguarda la lista civica di Cirio, i nomi che circolano sono quelli del cuneese Marco Gallo (assessore alla Montagna e ai Parchi) e di Gian Luca Vignale, ex capo di Gabinetto di Cirio che dovrebbe diventare il secondo assessore esterno con deleghe al Personale e avvocatura. In alternativa potrebbe essere scelta l’oncologa di Ovada Paola Varese, che ha ottenuto molte preferenze personali.

L’articolo con altri approfondimenti dai territori della Diocesi di Novara, sul nostro settimanale, in edicola a partire da venerdì 14 giugno. Il settimanale si può leggere anche online, abbonandosi o acquistando il numero cliccando direttamente sopra qui.

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