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Un sabato speciale a Lesa con le interviste di Lesa Web Radio. Protagonista della puntata del programma LesAngeles Gianni Lucini che ha presentato il suo libro “Anni ’50 – il decennio che inventò l’Italia”. Con lui la giornalista Serena Galasso, che ha scritto la prefazione al libro, innamorata di questo decennio che ha contribuito a ricostruire l’Italia dopo la Seconda Guerra Mondiale ponendo le basi per una crescita che avrebbe trovato il suo massimo splendore nei favolosi Anni ‘60.

L’intervista

Gli Anni ’50 hanno visto la costruzione dell’Autostrada del Sole, simbolo dell’unità nazionale e punto di svolta infrastrutturale.  Viaggiare lungo lo stivale non era più proibitivo.

L’autostrada è molto più di un nastro d’asfalto. Ha collegato per la prima volta industria e territorio, contribuendo a formare una vera mobilità interna. Certo, fu scelta controcorrente: si preferì l’asfalto alle ferrovie, e non fu una decisione priva di polemiche. Questa interconnessione viaria ha permesso anche la nascita e la crescita delle grandi case automobilistiche e non solo.

Nel libro parla anche delle rivalità industriali, come quella tra Vespa e Lambretta.

L’ingegnere che inventò la Vespa lavorava prima in un’officina milanese sulle rive del Lambro, poi si trasferì alla Piaggio. Trasformò un motore da carrello di mezzi aeronautici in uno scooter accessibile a tutti. È un esempio di come emergessero idee straordinarie nel dopoguerra.

Un’altra grande rivoluzione ha riguardato la carta stampata: come nacquero nel dopoguerra prodotti culturali di massa, come i fotoromanzi e i formati editoriali popolari?

I fotoromanzi hanno portato la lettura nelle case di milioni di italiani, così come le collane economiche: basti pensare al caso Rizzoli, che con la Biblioteca Universale (BUR) ha venduto milioni di copie di classici a prezzi popolari. Era l’Italia che reclamava conoscenza, nonostante fame e povertà.

E poi c’è Cinecittà…

Cinecittà fu ricostruita dopo la guerra, nonostante i bombardamenti e l’occupazione nazista. A metà Anni ’50 cominciò a ospitare le grandi produzioni americane, ma anche il cinema italiano prese il volo: è l’epoca del neorealismo e della commedia all’italiana, per me un motore fondamentale di rinascita.

Non possiamo non parlare di televisione e Sanremo… il Festival della canzone italiana debuttò nel 1951 mentre le prime trasmissioni televisive andarono in onda nel 1954.

Quando nacque la tv la si guardava in maniera quasi rituale: pochi trasmettitori, orari precisi, puntate a orari fissi. Programmi come quiz e intrattenimento furono fondamentali per creare un senso di comunità. Quanto a Sanremo, all’inizio le canzoni erano strumento di rilancio per la discografia, non spettacolo fine a sé stesso. Solo più tardi divenne il Festival come lo conosciamo.

Chi dovrebbe leggere il libro? Giovani, adulti, nostalgici?

Tutti. Chi ha vissuto quegli anni vi ritroverà l’entusiasmo e le aspirazioni dimenticate; i giovani scopriranno una forza d’animo collettiva oggi spesso trascurata. Non era solo un Paese che si ricostruiva: era una nazione che si inventava.

Il libro racconta diversi episodi interessanti relativi non soltanto alla rinascita dell’Italia, alla sua crescita industriale, al mondo del cinema con la sua Dole Vita e alla televisione, ma tocca anche altri temi, tra cui disastri naturali, le Olimpiadi invernali del 1956, fino ad un tema che non ha mai più smesso di affascinare, la cronaca nera, con i grandi misteri, delitti e rapine che hanno segnato quel decennio.

Al termine dell’incontro, Gianni Lucini ha salutato il pubblico spiegando che, nonostante il passato, oggi “abbiamo bisogno di ritrovare quell’energia, di credere che siamo noi i protagonisti del nostro futuro”.

L’articolo integrale, assieme alle notizie dal territorio della Diocesi di Novara si può trovare sul nostro settimanale in edicola a partire da venerdì 11 luglio. Il settimanale si può leggere abbonandosi o acquistando il numero che interessa cliccando direttamente qui.

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