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Il Piemonte ha sempre creduto nell’editoria locale e ha interesse che i giornali di territorio mantengano il loro ruolo»: lo ha assicurato il presidente della Regione Alberto Cirio, intervenendo a Cuneo il 4 luglio nel corso del Consiglio nazionale della Federazione italiana dei settimanali cattolici (Fisc), decentrato nella capitale della Granda. Un apprezzato riconoscimento per una realtà che vanta a livello nazionale circa 5milioni di lettori e che, pur conservando forti penetrazione e autorevolezza, è consapevole di affrontare le sfide della contemporaneità.

«Lo spostamento dell’assemblea da Roma a Cuneo è stato un modo per sottolineare l’importanza dell’ottantesimo compleanno della Guida, il settimanale diretto da Ezio Bernardi», ha spiegato la vicepresidente Fisc Chiara Genisio, direttrice dell’Agenzia giornali diocesani, che ha tenuto le file del dibattito insieme al presidente Mauro Ungaro.

«La Guida – come gli altri 190 periodici italiani riuniti nella Federazione, nda – è un luogo di relazione e partecipazione a quanto accade sul territorio. È il giornale della comunità, che anticipa e racconta le vicende della nostra area», ha evidenziato Bernardi, sintetizzando lo spirito dell’informazione diffusa nel Cuneese. La provincia Granda e il Piemonte si caratterizzano infatti per la forza che i periodici locali hanno assunto nella società fin da fine Ottocento.

«Siamo stati la prima Regione che ha previsto interventi per l’informazione locale a partire dagli anni Novanta e intendiamo mantenerli in un periodo di svolta epocale, tra difficoltà della carta stampata e spinta al digitale, che deve conservare la credibilità delle testate storiche». Cirio ha riconosciuto il ruolo di positivo stimolo alle istituzioni che contraddistingue le pubblicazioni sabaude, mai chine al potere, e ha ipotizzato di aprire un percorso legato ai fondi di coesione europei: «La resilienza è l’identità del territorio interpretata dai vostri giornali, mentre la volontà della Giunta e del Consiglio regionale è di difendere e implementare un intervento che ha ragioni profonde e radicate», ha affermato il Presidente.
Ma se la partita piemontese si sposterà quindi anche a Bruxelles a quanto sembra con buone probabilità di successo, più sfumato è apparso l’annoso problema delle Poste, posto con forza dalla vicepresidente Fisc Chiara Genisio. Come si può contrastare un servizio postale che non rispetta i contratti e non consegna i giornali nei tempi previsti gravando pesantemente il comparto (visto che la stampa locale si regge per oltre l’80 per cento sugli abbonamenti)?

A questa domanda ha risposto, promettendo di approfondire l’argomento, il sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’informazione e all’editoria Alberto Barachini, a Cuneo grazie all’invito della Fisc e alla moral suasion di Cirio, come ha raccontato. Pisano, forzista, Barachini ha iniziato la sua carriera giornalistica al Tirreno, per diventare caporedattore del canale all news Tgcom24 di Mediaset. Nel governo di Giorgia Meloni ha assunto il ruolo di riferimento dell’editoria.

«Il sostegno pubblico alla stampa locale ha vissuto periodi difficili», ha detto Barachini, riferendosi senza nominarlo al predecessore pentastellato Vito Crimi, «ma stiamo lavorando con tutto il nostro impegno per valorizzare un comparto fondamentale per la costruzione della coscienza critica e democratica del nostro Paese».

Il sottosegretario ha citato tra l’altro il nodo delle edicole, che spesso non reggono alla concorrenza del Web chiudendo, e la necessità d’intervenire in un settore cruciale, insieme alle istituzioni europee, consapevoli della necessità di preservare spazi critici autorevoli in risposta a un mercato digitale in balia di interessi e fake news.

«In questo senso si lavora per dare forza al ruolo e alla responsabilità del giornalista, puntando alla qualità dell’informazione oltre che su calibrati contributi all’editoria. Il dibattito pubblico continua infatti a essere orientato dalla stampa libera, aperta alla concorrenza e alimentata da solide basi professionali», ha spiegato Barachini. Sembra l’identikit dei giornali Fisc, già pronti a raccogliere la sfida.

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