Lo scorso sabato 7 febbraio, religiosi e religiose delle comunità in diocesi hanno vissuto, numerosi, la loro Giornata annuale di festa, celebrata in tutta la Chiesa, che dedica alla Vita Consacrata la ricorrenza della Presentazione di Gesù al tempio (2 febbraio). Un evento che si è svolto presso la comunità dei Frati cappuccini a Novara, caratterizzato dalla bellezza, dalla gioia, dalla fraternità di cui si è percepito fortemente il clima.
Arrivati da molte comunità presenti in diocesi, i partecipanti hanno confermato la positività della scelta del convento di San Nazzaro della Costa per la loro festa, come è consuetudine da tempo.
La ricorrenza degli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi ha dato un tono speciale all’incontro. Proprio per questo anniversario, i Frati hanno introdotto la preghiera con la rappresentazione drammatizzata di un testo da loro composto per il Centenario del Cantico delle Creature, vera pietra miliare della lingua italiana volgare. Un testo che è lode di una testimonianza luminosa di fede, pace, speranza, composto da San Francesco negli ultimi tempi della sua vita quando, ormai quasi cieco, preparandosi all’incontro con la morte l’ha chiamata “sorella”.
La rappresentazione ha coinvolto tutti in una vivace risonanza di letizia, di semplicità, di creatività e ha trasmesso la certezza che se “anche casca il mondo e la terra” noi, in piedi, seguiamo la buona Stella, perché Dio sostiene le sue creature con la forza creativa dell’Amore. Pur nella costatazione che il mondo, nell’immensità dell’universo, è un “granello impercettibile” dove si consumano le nostre gioie più grandi e i nostri dolori più profondi ed è casa di ogni esperienza umana che proprio dall’Amore può essere trasfigurata.
Il vescovo mons. Franco Giulio Brambilla, che ha presieduto la Messa, ha accompagnato all’inizio la processione della Luce insieme ai sacerdoti celebranti e ad una rappresentanza di religiose che festeggiano quest’anno anniversari significativi della loro Professione. La Luce è venuta effettivamente dalla Parola di Dio, commentata dal vescovo nell’omelia, in cui ha sottolineato due dimensioni scaturite dalle letture bibliche.
L’invito di Gesù ai suoi discepoli “Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto e riposatevi un poco”, rivolto a tutti, interpella in particolare donne e uomini che accolgono la proposta di una vita chiamata a consumarsi “con Cristo in Dio”. Mentre nella prima lettura, la proposta di Dio a Salomone: “Chiedimi ciò che vuoi che io ti conceda”, suscita nel giovane Re una straordinaria risposta: “… concedi al tuo servo un cuore docile, un cuore in ascolto … che sappia distinguere il bene dal male”. Un testo, ha suggerito mons. Brambilla, che merita di essere scritto a caratteri cubitali da ciascuno per farne continua memoria.
Nel corso della celebrazione si sono ripetuti i due momenti del ricordo dei Consacrati defunti nello scorso anno, richiamati uno ad uno al momento della commemorazione dei defunti; e il saluto personale del vescovo a quanti festeggiano quest’anno i 25-50-60-70-75 anni di Consacrazione, a cui è stato offerto in dono un cero con il simbolo del TAU, chiaro rimando francescano.
La festa è continuata nel grande refettorio dei Frati, con una mensa di fraternità, occasione per riannodare amicizie e aprire conoscenze nuove.
Il servizio, con tutte le interviste e gli approfondimenti, in primo piano sul nostro settimanale, con gli articoli provenienti dalla Diocesi di Novara, in edicola e online da venerdì 13 febbraio. Il settimanale si può leggere online abbonandosi cliccando qui.
Lascia un commento