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Venerdì 30 ottobre alle 21 il teatro Coccia, a Novara, apre il sipario su una prima volta per la città: in scena, accanto agli attori di Cabiria Teatro, ci saranno i detenuti della Casa circondariale di via Sforzesca.

Escono dal carcere per portare sul palco più antico e prestigioso di Novara “Romeo e Giulietta opera ibrida”, che gira da anni i teatri italiani e lo scorso anno era già andato in scena dentro l’istituto.

Alle 10 dello stesso giorno è prevista una replica per le scuole, con un incontro-dialogo tra studenti e detenuti. Non sono comparse. Hanno scritto i propri personaggi insieme al cast e contribuito a ribaltare del tutto il finale.

Due di loro hanno già finito di scontare la pena, ma hanno scelto di tornare con il gruppo per andare in scena. Per chi partecipa è molto più di una serata a teatro: è mettersi in gioco, sentirsi guardati non come persone da tenere a distanza ma come compagni di scena. È il senso più vero di una pena che punta al recupero: costruire ponti tra il dentro e il fuori e offrire un’occasione concreta per ripartire. E per la città è l’occasione di incontrarli.

La trama porta Shakespeare ai giorni nostri. Niente balconi di Verona: Giulietta combatte contro il proprio corpo, Romeo è prigioniero delle sue fobie. Si riconoscono nelle reciproche ferite, ma un video condiviso per amore diventa l’arma che li distrugge davanti a tutti. Una gogna social che parla soprattutto ai ragazzi …

Articolo completo e altri servizi dalla Diocesi di Novara saranno sul nostro settimanale in edicola e online da venerdì 23 ottobre. Il settimanale si può leggere abbonandosi cliccando qui

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