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C’è un filo rosso — e dorato — che attraversa oltre quattro secoli di storia, di fede e di devozione, e che dal 14 giugno trova la sua casa alla Sala dell’Accademia del Broletto di Novara. Si chiama “Sangue e Oro. Iconografia e culto del Battista tra XVI e XX secolo”, la mostra promossa dalla Confraternita di San Giovanni Battista Decollato “ad fontes”.

Un titolo che è già tutto un programma: il sangue del martirio, l’oro delle pale d’altare, la luce che filtra attraverso secoli di committenza religiosa e memoria collettiva.

Perché Giovanni Battista non è soltanto il profeta che annuncia e il martire che paga con la vita la propria fedeltà alla verità: è anche una figura capace di generare una straordinaria produzione iconografica, alimentata da comunità che ne hanno custodito il culto con passione.

La mostra — curata da Francesca Bergamaschi e Marco Boggio — abbraccia quattro secoli di arte e storia religiosa, mettendo in dialogo dipinti, documenti e testimonianze rare. Il cuore dell’esposizione è il ciclo seicentesco dedicato alla vita del Battista, recentemente restaurato e presentato per la prima volta come insieme unitario.

Attorno a esso si sviluppano sezioni dedicate alla Decollazione, alle raffigurazioni della testa del santo e alla diffusione della sua immagine nella devozione privata e confraternale: la conversione, la testimonianza, il sacrificio, l’attesa della salvezza tradotti in forme visibili e capaci di parlare ancora oggi, ai tempi nostri.

Inaugurazione sabato 13 alle 17, apertura fino al 28 giugno.

Il servizio integrale e altri servizi dalla Diocesi di Novara sul nostro settimanale in edicola e online da venerdì 12 giugno. Il settimanale si può leggere abbonandosi cliccando qui.

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