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La croce del Sacro Monte Calvario da un anno è illuminata solo nella parte superiore, ma presto tornerà a risplendere per intero.
Nei giorni scorsi il Comune ha affidato il progetto dei lavori, per un importo di circa 160mila euro. L’illuminazione è di competenza del Comune di Domodossola. Una domese,, tramite facebook nel gruppo “Domodossola ? antica bellissima città”, aveva mostrato qualche giorno fa rammarico e dispiacere per questa mancanza.
“Sono mesi che guardo la Croce del Calvario accesa a metà – ha scritto Antonella Ghisoli in un post – Possiamo organizzare una raccolta fondi per aggiustarla? Tra tante luci cittadine, ed ora avremo anche quelle natalizie, abbiamo a mezz’asta la più importante. La Croce ci richiama al Cielo e quanto bisogno c’è di Cielo soprattutto di questi tempi. Non so come si possa fare questa cosa. E’ un simbolo forte della fede, nella croce ci stanno la morte e la redenzione”.Interpellato in merito l’assessore ai Lavori pubblici Franco Falciola fa sapere che non servono raccolte fondi.
«La giunta – dice Falciola – ha provveduto ad approvare il progetto definitivo ed esecutivo dei lavori di efficientamento energetico ed adeguamento normativo dell’impianto di illuminazione esterna del parco del Sacro Monte Calvario. Nell’ambito dell’intervento è prevista anche la riqualificazione, tramite squadre di edilizia acrobatica, della croce che sovrasta il parco della Riserva.L’intervento si inserisce a pieno titolo tra quelli che mirano alla riqualificazione dell’immagine cittadina, riducendo nel contempo i consumi energetici attraverso una pesante riqualificazione degli impianti e la loro conversione con tecnologia LED. I tempi sono stati quelli legati al recupero dei fondi e alla progettazione, si tratta di fare un nuovo impianto».
La croce al Sacro Monte fu innalzata in onore di Cristo nel 1955 perché il richiamo spirituale del Calvario splendesse anche nel buio della notte. Fu accesa il 30 ottobre del 1955 da monsignor Gilla Vincenzo Gremigni.I collaboratori furono tantissimi, poiché all’idea di padre Giovanni Battista Zantedeschi, allora rettore della Comunità dei padri Rosminiani, si associarono cittadini e associazioni di Domodossola, formando un comitato presieduto dall’allora sindaco Nino Falcioni. L’afflusso per l’inaugurazione fu straordinario.
La notizia del ritorno dell’illuminazione completa della Croce era attesa anche dai Rosminiani ai quali spesso i fedeli si rivolgevano per lamentare il fatto che da molto tempo non fosse più visibile dalla città.

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