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«La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per la realtà delle cose, il coraggio per cambiarle». È a partire a questa frase attribuita a sant’Agostino che don Gianmario Lanfranchini – delegato diocesano per il Giubileo – spiega il senso del pellegrinaggio diocesano a Roma per il l’Anno Santo 2025, che prende il via venerdì 24 ottobre e si conclude domenica prossima 26 ottobre. Il secondo dopo quello di febbraio che ha registrato la partecipazione di 640 pellegrini.
«Vivere il Giubileo sarà l’occasione per tornare cambiati, e per trovare nuovo slancio per essere testimoni, nella comunità ecclesiale e nel mondo».

È poi l’incontro con Papa Leone l’altro elemento centrale di questi tre giorni: «raccogliendo i suoi continui appelli per la pace, per trovare i modi di renderli concreti nella vita di tutti i giorni».
Infine, spiega don Lanfranchini, un pellegrinaggio che si colloca sul termine dell’Anno Santo «sarà l’occasione per ricaricarsi spiritualmente. Per superare la stanchezza e rimettersi sulla strada come i discepoli di Emmaus».

Alla proposta diocesana hanno aderito ottanta pellegrini. Il programma prevede i riti giubilari e l’attraversamento delle Porte Sante nelle basiliche di Santa Maria Maggiore, San Pietro e san Paolo Fuori le Mura, con la partecipazione all’udienza di Leone XIV. A San Pietro è prevista anche una messa presieduta dal vescovo novarese, impegnato nel dicastero per le Chiese Orientali, Filippo Ciampanelli. Questo è il penultimo pellegrinaggio a Roma organizzato dalla diocesi per quest’anno. Il prossimo sarà dal 5 all’8 dicembre, proposto per famiglie e bambini dall’Ufficio Famiglia diocesano.

L’articolo e altri servizi dalla Diocesi di Novara si possono trovare sul nostro settimanale in edicola e online da venerdì 24 ottobre. Il settimanale si può leggere abbonandosi o acquistando il numero che interessa cliccando qui.

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