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La tela di Tarquinio Grassi del 1731, che raffigura il Martirio di San Giacomo, una delle opere emblematiche della chiesa parrocchiale di Soriso, verrà salvata grazie all’opera di speciali batteri. Determinante il sostegno economico di Fondazione Comunità Novarese e Fondazione CRT e la sorveglianza della Soprintendenza, con cui si può recuperare l’opera, oggi compromessa, con una tecnica sperimentale e innovativa basata sull’uso di batteri specifici.

La tela di Grassi è collocata sulla parete in fondo al presbiterio della chiesa, sopra al coro ligneo ed è di grandi dimensioni, 360 x 680 centimetri. Il santo, un uomo maturo con la barba lunga, è genuflesso, affiancato dal carnefice, pronto a decapitarlo per ordine di Erode Agrippa. Sullo sfondo Gerusalemme, sulla sinistra la Vergine con il Bambino e, disposti a semicerchio, dignitari e soldati con abbigliamento e armi d’epoca. La parte superiore è popolata da un tripudio diangeli e cherubini che osservano la scena. «Nel 2005 – ricorda il parroco don Luigi Guglielmetti – per proteggere l’opera dai lavori di restauro dei dipinti della volta soprastante, fu applicata una velina, da allora mai più rimossa».

L’articolo integrale e altri approfondimenti dai territori della Diocesi di Novara, sul nostro settimanale, in edicola a partire da venerdì 14 giugno. Il settimanale si può leggere anche online, abbonandosi o acquistando il numero cliccando direttamente sopra qui.

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