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Alcuni ragazzi e giovani dell’Oratorio con don Alessandro Maffioli hanno partecipato alla Veglia della Palme di sabato 1 aprile scorso, proposta dalla Diocesi di Novara a Borgomanero. Pubblichiamo le belle testimonianze dell’intensa esperienza vissuta da due giovani galliatesi.

«La veglia delle palme? Una delle esperienze più importanti, per noi giovani, per vivere al meglio la GMG a Lisbona – afferma entusiasta Leonardo Luciano Camurri – Un assaggio, in vista di un’esperienza in cui in milioni si ritroveranno per – semplicemente – essere testimoni di quella che è la nostra fede.
Metteteci anche 45 minuti per arrivare a Borgomanero dentro una vecchia Fiat con il Don e uno dei miei migliori amici, giochi, riflessioni e tanti sorrisi e la giornata si è trasformata nello spazio perfetto per staccare la mente e fare spazio per amicizia e fede.

I cancelli imponenti di Villa Marazza, erano piccoli di fronte alla gente riversatasi sul prato ad ascoltare le parole del Vescovo Franco Giulio: presente lì solo per noi, per aiutarci a riflettere sul Vangelo, letto in quel grande spazio.
Successivamente siamo stati accolti in oratorio dove abbiamo mangiato tutti insieme in armonia, tra volti conosciuti e non, aspettando con ansia i Reale.
Il concerto è durato due ore abbondanti, le canzoni rock, scorrevano con le loro parole come un libro ben scritto; i ringraziamenti del gruppo, giovani che si sbracciavano e poi silenzio, tutti inginocchiati sull’asfalto di quel parcheggio alle 22 di sera, per farci piccoli davanti al vero protagonista della serata: Gesù.
L’ostensorio sembrava brillare in mezzo alla notte».
«Anche secondo me, racconta Aurora Travaini, la parte più emozionante della veglia è stata il concerto. In realtà non avevo mai ascoltato i Reale come band, ma appena li ho sentiti cantare su quel palco, me ne sono innamorata.

Tutte le persone cantavano intorno a me, è stato bellissimo. Ad un certo punto, di fianco a noi, sono passati i ragazzi che facevano una catena umana e mi sono buttata. Mi sono sentita davvero felice!
Inoltre alla fine del concerto la band ha chiesto un momento di silenzio per l’adorazione con il Vescovo e mi sono stupita di quanto silenzio ci fosse, nonostante la grande quantità di persone. È stato un momento indimenticabile! Un altro momento che mi è piaciuto è stato la riflessione con il Vescovo: tutti noi seduti su quel prato ad ascoltare e pregare… è stato bellissimo.

Poi, durante la cena eravamo tutti insieme a ridere e scherzare. Di giornate come questa ce ne sono poche secondo me».

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