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Il saccheggio del 24 marzo 1849, avvenuto a Romagnano Sesia il giorno dopo la battaglia di Novara, nelle carte di una nobile famiglia novarese, i Tornielli Rho di Lozzolo. Un plico di documenti riportato alla luce dal novarese Giovanni Lorenzoli, che lo ha trovato per caso in un’abitazione del quartiere di Sant’Agabio, a Novara. A riferire di quella giornata, di un saccheggio che ha messo a ferro e fuoco il borgo per sei ore, Agnese Tornielli Rho di Lozzolo, figlia dell’allora vicesindaco, Carlo, già primo cittadino per 21 anni e decurione di Novara. E che quel giorno, malato il sindaco, il cavaliere Rossi, ebbe un ruolo importante. Fu lui – da solo – ad affrontare la situazione.

A saccheggiare, alla ricerca di cibo, drappelli di soldati in fuga dell’esercito piemontese. Certamente, non si trattava di reparti che, combattendo, furono sconfitti alla Bicocca di Novara ma quelli che si erano sbandati, il giorno prima, nella zona di Mortara. Ora la storia raccontata nelle carte di quel plico – sei documenti e un biglietto di partecipazione di nozze – dopo un’accurata indagine, si trova nel quadernetto numero 3 dell’Associazione Amici del Parco della Battaglia, presieduta da Paolo Cirri.
«Ho trovato i documenti – ha spiegato Lorenzoli – riordinando una cantina in una casa di mia proprietà, dove hanno sempre abitato mamma e figlia. La prima è scomparsa già da molti anni, la seconda negli ultimi mesi del 2022…

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