«Ogni giorno la strada porta via vite per una stupidaggine, per una scelta sbagliata. Per non aver indossato il casco, per aver usato il telefonino alla guida. Basta non rispettare una regola per avere conseguenze gravi e perdere la vita».
Così Jonathan Lorusso, agente della Polizia stradale di Novara, si è rivolto agli studenti di quinta superiore del Convitto Carlo Alberto alla prima tappa di “La vita non si beve”, progetto promosso da Prefettura con Carabinieri, 118, Polstrada e Servizio per le dipendenze dell’Asl.
Obiettivo rafforzare la cultura della legalità, della sicurezza e della prevenzione, parlando direttamente con i ragazzi. Giunta alla quarta edizione l’iniziativa sinora ha coinvolto 5mila studenti.
Una mattinata intensa e che ha lasciato il segno nei ragazzi.
Perché, oltre ad ascoltare gli interventi dei rappresentanti delle Forze dell’Ordine e del 118, hanno potuto confrontarsi con chi un figlio o una figlia sulla strada l’ha perso. Mamme e papà che, ora, hanno deciso di trasformare il dolore in testimonianza, affinché i più giovani pongano massima attenzione alla guida e capiscano come «la vita sia una sola e vada preservata».
A parlare con gli studenti sono stati Franco e Lucia Cibo Ottone, genitori di Isabella, 25 anni, di Cameri, vittima di un incidente nel 2017 a Lumellogno mentre era in auto con il fidanzato; Raffaella, mamma di Fabio Gallesi, 27 anni, deceduto nell’ottobre 2014 a Olengo, quando la sua auto si è scontrata con un camion. E poi Silvio e Roberta Buttazzoni, papà e mamma di Giulia, investita sulle strisce pedonali a Trieste 9 anni fa. Lui è ispettore della Polizia stradale ora in pensione e testimonial della campagna di prevenzione 2024 “Fermiamo questa strage”.
«Era un venerdì sera. Isa ci ha salutato come sempre con un bacio ed è uscita – hanno raccontato Franco e Lucia – Sembra che al momento dell’incidente stesse dormendo. Stando ai medici non si sarebbe accorta di nulla». Questa è la speranza di Franco, che ha aggiunto: «Volevo vederla crescere con le sue tante passioni, con il suo immancabile sorriso. La vita è una sola. Se dovete guidare, ragazzi, non bevete. Se avete sonno o siete stanchi fatevi venire a prendere, chiamando qualche amico o i genitori. Pensate a chi vi vuole bene».
Raffaella, mamma di Fabio: «Abbiate la forza di dire ‘no’ a mettervi alla guida in condizioni non ottimali. Noi che rimaniamo lottiamo con un dolore infinito, che porta anche a conseguenze fisiche …
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