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Abbiamo voluto sentire i tre candidati su quello che è il degrado dei luoghi di San Carlo messo in evidenza dagli “Amici della Rocca”. Alberto Gusmeroli evidenzia quanto è stato fatto per la Rocca. Federico Monti, dal momento che la Statua della Libertà è stata realizzata sul modello del Colosso di San Carlo, propone un gemellaggio con la Grande Mela. Gianluca Ubertini si batte anche per i sentieri che portano a San Carlo e la loro incuria.

Alberto Gusmeroli: “Nel 2011 ho firmato con la famiglia Borromeo un contratto per la riapertura della Rocca, anche grazie a finanziamenti della Cassa di Risparmio di Torino e della Fondazione Cariplo. Insieme all’Associazione La Rocca nel Cuore il Parco è diventato un gioiello, un luogo di grande attrattiva per giovani e famiglie. Abbiamo restaurato la Torre Mozza e a fine giugno avremo nuovi fondi per il recupero della Torre del Tamburo. Le cappelle della Via Crucis sono di proprietà privata, non possiamo intervenire se non con solleciti. Per l’ex Collegio De Filippi c’è un grande interesse per la realizzazione di un grande hotel a cinque stelle di elevato prestigio. Come amministratori saremmo disponibili a qualsiasi cambio di destinazione urbanistica, purché si riqualifichi il sito. Questo consentirebbe un notevole passo in avanti della ricettività turistica di Arona. Dagli Stati Uniti abbiamo preso ad esempio l’accensione dell’albero di Natale che a New York si svolge nel Rockefeller Center”. Gusmeroli conclude con il suo motto: “Volere e potere”.

Federico Monti: “Per primo ho proposto un gemellaggio con New York proprio perchè la Statua della Libertà è stata innalzata grazie a uno studio di americani venuti ad Arona per prendere precisi riferimenti su come il Colosso aronese era stato realizzato. L’iniziativa non sarebbe fine a se stessa, con una cerimonia e basta. Anzi, avrebbe un periodo preliminare per rivalutare con interventi di riordino, restauro e messa a norma di ogni angolo dei luoghi di San Carlo, occorreranno investimenti cospicui, ma attraverso le fondazioni e i ministeri questi finanziamenti si trovano, soprattutto per questo scopo internazionale. Le finalità sarebbero tre: un elegante recupero dei luoghi di San Carlo, una diffusione mondiale dell’evento con una concreta diffusione dell’immagini dei luoghi e della città, terzo lo studio di un percorso Rocca-San Carlo da proporre ai turisti italiani e stranieri che raggiungono il lago Maggiore. Tutte cose fattibili e non sogni campati in aria”.

Gianluca Ubertini: “Condividiamo le preoccupazioni degli “Amici della Rocca”. Grande attenzione in questi ultimi 15 anni è stata prestata per la Rocca Borromeo, ma non per il Sacro Monte, il Motto Cuirone e la Cava. Andrebbe ripulita la scalinata “Gianin Zonca” e studiato un sistema di marciapiedi che raggiungano il Colosso per tutti coloro che salgono con le proprie gambe.

Questo anche se i terreni adiacenti alla strada sono privati. Il nostro sogno sarebbe quello del recupero della Cava Fogliotti con una destinazione adeguata alle necessità; ancora la creazione di un percorso ciclopedonale, non solo che interessi Arona, ma anche i paesi confinanti di Oleggio Castello, Paruzzaro, Invorio e Meina. “Il cammino di San Carlo” avrebbe dovuto essere una grande occasione di recupero e sviluppo di interesse generale, non prettamente religioso. Purtroppo, a parte qualche cartello e gli studi cartacei, se ne è fatto poco o nulla. Il recupero dell’ex Seminario, del piazzale circostante dovrà avvenire concordando gli intenti con la Diocesi e la Biblioteca Ambrosiana”.

L’articolo con le foto e altre notizie dai territori della Diocesi di Novara si possono trovare sul nostro settimanale, in edicola a partire da venerdì 10 maggio. Il settimanale si può leggere anche online, abbonandosi o acquistando il numero cliccando direttamente qui.

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