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Un Palazzo Lascaris con più donne, ma con pochi giovani e soprattutto con meno rappresentanti di Novara e del Vco, che rischia di rimanere senza nessun eletto. È questa la fotografia del nuovo Consiglio regionale, dove siederanno 30 consiglieri di centrodestra (oltre al governatore Alberto Cirio), 17 tra Pd, Avs e Stati uniti d’Europa e tre del Movimento 5 stelle.

Dal nostro punto di vista, la nuova legge elettorale regionale infatti penalizza i territori del Novarese e del Vco che insieme portano a casa solo due eletti nella quota proporzionale Chiarelli e Rossi.
La quota è la stessa della provincia di Vercellidi molto più piccola del Novarese, la metà della popolazione, che elegge Riva Vercellotti (FdI) e Paonessa (Pd). Nella legislatura precedente i consiglieri novaresi erano tre.

Inoltre la nuova legge elettorale non ha assicurato rappresentanza a tutti i territori (era stata fatta principalmente con questo obiettivo, ndr):, come spieghiamo a lato il Vco non ha nessun eletto anche se la situazione potrebbe cambiare con il ripescaggio di Alberto Preioni, uno degli esclusi del listino.
Nel sistema c’è qualche cosa da rivedere, dunque. Come è da sistemare l’obbligo a votare sempre un uomo e una donna. Là dove ci sono tre candidati forzatamente c’è una situazione di disparità di genere e quello che è “spaiato” (sia esso uomo o donna) finisce sempre per ottenere il record di preferenze.

L’articolo integrale, i risultati delle elezioni amministrative e altri approfondimenti dai territori della Diocesi di Novara, sul nostro settimanale, in edicola a partire da venerdì 14 giugno. Il settimanale si può leggere anche online, abbonandosi o acquistando il numero cliccando direttamente sopra qui.

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