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Sono ben tredici le attività gravellonesi che hanno ricevuto l’intitolazione di “Bottega Storica”. L’amministrazione comunale ha omaggiato gli esercenti, alcuni di loro presenti in un tris generazionale, con una targa simbolo di continuità lavorativa. Per ricevere il riconoscimento le attività hanno in precedenza fatto domanda per rientrare nell’albo “Botteghe Storiche” istituito la scorsa estate, tenendo presente il requisito fondamentale di continuità lavorativa da almeno 50 anni sotto la stessa insegna e famiglia. Ad aprire la serata una riflessione del sindaco Gianni Morandi che ha messo in luce come i cambiamenti di carattere economico-sociale di Gravellona non abbiano appiattito il piccolo commercio.

«La nostra città – ha detto il primo cittadino – è cambiata molto, soprattutto negli ultimi anni. Da una comunità agricola siamo passati alle grandi fabbriche lungo lo Strona. Poi l’evoluzione della vera industria che ha trasformato sia l’aspetto paesaggistico sia l’assetto economico. La fase attuale ha messo in crisi un certo tipo di industria e, grazie alla posizione strategica per la viabilità siamo diventati un notevole polo commerciale. Tutti abbiamo avuto il timore che l’avvento dei centri commerciali avrebbe in un qualche modo neutralizzato il piccolo commercio, al contrario abbiamo un dato interessante a riguardo: nel 2023 sono oltre trecento le attività di grande e piccolo commercio, il numero più importante di sempre».
«Il riconoscimento di questa sera – ha continuato Morandi – è un bel modo per esprimere stima alle attività e famiglie che vivono e lavorano nella nostra città da oltre 50 anni adattandosi ai cambiamenti tecnologici, sociali e lavorativi».

A ricevere la targa e a raccontare la propria attività sono stati: Tappezzeria Torricelli, Autoesse di Strola, Tendarredo Panizzolo, Cardini Lavorazione Graniti, Soresen Scultrice, Autoricambi Valtoce, Motta Dario Impianti, Lagostina Abbigliamento, Gambero Fiori, Guida Pompe Funebri, Autofficine Bionda, Gelateria Aurora “La Latteria”, Davite Bibite “Bigin”, Edilbru.

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