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Scarsità idrica e siccità invernale, abitazioni senza acqua. Scattano il divieto di spreco e le misure cautelative di bollitura dell’acqua per uso potabile. Il preoccupante calo delle precipitazioni, anche nell’inverno appena trascorso, fa crescere di giorno in giorno l’allarme siccità. Basta vedere le condizioni dei fiumi: in secca da ormai troppo tempo.

Anche le sporadiche precipitazioni delle ultime settimane, non cambiano sostanzialmente le cose. E così, i comuni prendono provvedimenti. Con ordinanze volte a far risparmiare acqua e con un elenco di divieti che in sintesi si riducono all’obbligo di non utilizzare l’acqua proveniente dagli acquedotti per usi diversi da quelli domestici. Ovvero: non innaffiare gli orti, non utilizzare le fontane, non lavare le auto e evitare il riempimento delle piscine.

Succede in modo particolare nei comuni di Druogno e Craveggia. Ma la mancanza di precipatazioni potrebbe far scattare misure anti spreco anche in altre zone della valle. Ovviamente, nei documenti pubblicati dai Comuni, non mancano le possibili sanzioni in caso di mancato rispetto delle disposizioni riportare nell’ordinanza.

Siamo solo all’inizio di aprile ma il quadro che si presenta mostra una situazione idrica davvero inusuale e preoccupante. Infatti, nel weekend appena trascorso, alcune case del comune di Craveggia, complice l’aumento del numero di residenti per le presenze turistiche e quindi una maggiore rischiesta di acqua, sono rimaste con i rubinetti a secco. Una situazione allarmante anche in vista dell’estate. Mancano le riserve di acqua. La previsione è quella di una estate da incubo, peggiore di quella dello scorso anno. La semplice riduzione degli sprechi nel servizio idrico, misura assolutamente necessaria, non può bastare: sempre meno acqua a fronte di temperature sempre più elevate prevede una presa di coscienza superiore con l’impostazione di una strategia di adattamento al clima.

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