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Ritorna a Vergano, dopo gli anni di pandemia, la “festa di michij”, michette confezionate in modo particolare, con semi di finocchio, secondo una tradizionale secolare.

Si svolgerà alle 10.30 di lunedì 10 aprile nella chiesa dell’Annunciazione, a metà di via Castello, proprio per questo popolarmente conosciuta come chiesa della “Madonna di michìj”. La messa sarà presieduta dal parroco con Eugenio Grazioli e accompagnata dalle corali di Vergano e di Santo Stefano. Al termine la distribuzione delle michette, benedette durante la celebrazione.

Un tempo, in tempi in cui qualsiasi alimento era limitato, padrini e madrine usavano donare i “michìj” ai loro figliocci. Lo facevano il giorno dell’Annunciazione a Maria, il 25 marzo. Questo fino all’epoca dell’ultima guerra mondiale, quando marzo non era ancora tempo di lavori nei campi. Cambiata la società, sempre più persone nelle fabbriche con altri orari, il 25 marzo divenne, per quasi tutti, giorno di lavoro e la festa venne spostata al Lunedì di Pasqua.

Risale a quegli anni anche l’incanto delle offerte che si è svolto fino ad alcuni anni fa.

La prima a portare un dono fu Maddalena Giromini sposata Duella (era una zia dell’indimenticato organista Pierino Duella) che dette un coniglio per ricavare delle offerte a favore della chiesa, che oggi è una delle più suggestive del territorio di Borgomanero.

E non dimentichiamo don Angelo Mattiello, predecessore di don Eugenio, che riprese con entusiasmo la tradizione dei “michìj”.

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