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Inizio d’anno in salita per l’artigianato. Infatti, molti settori chiave stanno attraversando una congiuntura negativa che ha visto un’impennata nei dodici mesi precedenti di richieste di cassa integrazione per il comparto artigiano; una situazione che segna una forte crescita a livello regionale e provinciale.
I dati provinciali dell’EBAp Ente bilaterale dell’artigianato piemontese, dicono che nel 2024 Novarese sono 420 imprese (2.161 addetti), Verbano 222 imprese (1.159 addetti) e nel Vercellese 179 imprese (945 addetti) che nel corso dell’anno appena concluso.

Nel 2024 le imprese artigiane del Piemonte che hanno beneficiato della cassa integrazione sono state 4.666 con il coinvolgimento di 26.110 addetti, con un impegno complessivo, (da gennaio a novembre 2024), di 8.878.777,14 euro (lordi) che vede un incremento di quasi il 62% rispetto all’anno precedente
Giorgio Felici (Presidente di Confartigianato Piemonte) spiega: “Il forte calo della produzione di macchinari va imputato in parte alla minor domanda da parte della Germania (nostro primo importatore) in parte alla significativa crisi degli investimenti e in parte alla crisi dell’automotive, mentre il tessile ha subito un calo per la concorrenza cinese e lo stop all’export in Russia”.

“Sulle difficoltà delle imprese – aggiunge Michele Giovanardi, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte Orientale – pesano fattori diversi: specifici dei singoli settori ma anche trasversali, come l’autotrasporto sul quale incidono in modo significativo l’aumento delle accise e dei pedaggi autostradali, senza dimenticare le tensioni sui prezzi energetici”. Nel 2024 le imprese artigiane del Piemonte che hanno beneficiato della cassa integrazione sono state 4.666 con il coinvolgimento di 26.110 addetti.

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