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Grande successo domenica 13 novembre per la quindicesima edizione di “Un salto nel passato”. Ventimila persone hanno passeggiato per le vie del centro cittadino godendo di una delle rappresentazioni più caratteristiche del territorio che si ripete con cadenza biennale durante il periodo prenatalizio, ma che mancava ormai da quattro anni a causa della pandemia.

Un’accurata ricostruzione del passato, caratterizzata dalla suggestiva raffigurazione delle antiche arti manuali della zona e delle tipiche botteghe antiche, arricchita dalla partecipazione di centinaia di figuranti soprattutto bavenesi, ma anche da zone limitrofe. Presenti la milizia di Calasca, il gruppo Donne di Miazzina con i loro ricami e lavori a uncinetto, i taglia assi di Casale ed i fabbricanti di salumi di Gravellona Toce, oltre ai cestai di Esio e i Figli della miniera di Macugnaga. Grazie all’impegno di queste persone, i visitatori hanno potuto rivivere antiche emozioni trovandosi proiettati all’interno di un quadro vivente, che riporta alla mente la tradizione dei presepi.

Nelle numerose “locande” sono stati offerti piatti tradizionali, dal gusto semplice e appetitoso come quello di un tempo.
L’associazione “Un salto nel passato” si occupa principalmente dell’organizzazione di questa manifestazione, ma non si tirano indietro nel caso ci sia bisogno di loro in altre occasioni. Il ricavato di questo grande lavoro è utilizzato per migliorie al centro cittadino. Con l’ultima edizione è stata restaurata la cappelletta votiva in zona Domo e con questa edizione in progetto c’è la parziale ripavimentazione sempre in zona Domo.
«Alla sera la stanchezza si sente – ci racconta il presidente dell’associazione Guido Monferini – ma la soddisfazione per il successo ottenuto anche in questa edizione è davvero grande e ripaga della fatica». Il presidente ringrazia anche i fornitori, che danno le materie prime a prezzo di costo o addirittura gratuitamente, consentendo di contenere maggiormente i costi e realizzare quindi progetti più importanti anche nel reinvestimento del ricavato su opere di valore pubblico.

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