Quattro focus sulla pace: quella nel mondo, tra le nazioni, tra i gruppi di interesse, ma soprattutto quella che riguarda i cuori e la vita di ognuno. Li offre don Renato Sacco nel podcast che accompagna il sussidio per l’Avvento 2025 della diocesi di Novara. Proponiamo la seconda puntata in questa pagina. Il podcast è ascoltabile dal 7 dicembre su tutte le piattaforme audio e a partire da questo link. Disponibile per l’ascolto anche la prima puntata.
Abbiamo iniziato l’Avvento domenica scorsa, con il ‘sogno di Isaia’ “Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, … non impareranno più l’arte della guerra”. Ora siamo alla seconda domenica di Avvento, in cammino verso il Natale e anche verso la conclusione del Giubileo. E ricordiamo che nella bolla di indizione del Giubileo, Spes non confundit, papa Francesco ha scritto “È troppo sognare che le armi tacciano e smettano di portare distruzione e morte?”.
Domenica prossima ascolteremo ancora Isaia “il lupo dimorerà insieme con l’agnello… il lattante si trastullerà sulla buca della vipera”. La tentazione è di pensare: “Ma sono sogni irrealizzabili: Isaia, il Giubileo, con tutte le indicazioni, la liberazione dei prigionieri, il riposo della terra, la cancellazione del debito… ma non dobbiamo prenderlo troppo sul serio”.
Ma è la parola di Dio! La dobbiamo coltivare nel nostro cuore, come abbiamo detto la scorsa settimana, e dobbiamo tradurla nella vita familiare. Sappiamo tutti come sia faticosa (ma anche molto bella) la vita in famiglia. Poi ci sono tante corse, il lavoro, la scuola. Non c’è mai molto tempo per fermarsi.
Cerchiamo allora l’occasione per fermarci in modo da aprire le finestre della nostra casa per vivere con serenità quello che succede dentro le nostre mura e per guardare anche con occhi illuminati dalla fede quello che succede fuori. Come ignorare la tragedia delle violenze ‘domestiche’. Abbiamo celebrato da poco la giornata per l’eliminazione della violenza sulle donne: nel 2025 sono state uccise, mi sembra, 90 donne in Italia. C’è bisogno di relazioni sane e belle non solo tra marito e moglie ma anche tra genitori e figli. E poi ci sono i nonni che hanno un ruolo importante… La famiglia diventa un luogo dove far entrare questo ‘sogno’ di un mondo nuovo, disarmato e disarmante. Leggevo in questi giorni che c’è la possibilità di scaricare dal sito del Garante per l’infanzia e l’adolescenza, un questionario sulla guerra: “se il tuo paese dovesse entrare in guerra tu ti arruoleresti?”.
Credo che sia davvero molto grave invitare i giovani ad abituarsi alla guerra. Altro che sognare un mondo di pace! Poi c’è la proposta di reintrodurre il servizio di leva militare. E i vari generali ammiragli parlano sempre più di guerra, del bisogno di nuovi soldati e di nuove armi. Ma i genitori si rendono conto? E i figli si rendono conto che stanno decidendo sulla loro pelle? E sul tema immigrazione? Cosa diciamo in casa, in famiglia? Ne parliamo? Sono – dice qualcuno – temi divisivi. Ma se vogliamo pace dobbiamo parlarne, non possiamo ignorarli.
E magari chiederci anche se i nostri soldi sono su un conto di una banca coinvolta nel traffico di armi.
Sul sito: www.banchearmate.org, c’è l’elenco di tutte le banche ‘armate’. Possiamo fare un ragionamento, riflettere se ci sembra etico avere i soldi in una banca coinvolta nel traffico delle armi.
Tra l’altro di questo tema – ma ci ritorneremo la prossima settimana – parla anche il Documento finale della terza Assemblea Sinodale delle chiese in Italia ‘Lievito di pace e di speranza’. Proprio al n. 24 si parla anche del “sostegno a iniziative per il disinvestimento dagli istituti di credito coinvolti nella produzione, nel commercio di armi…”.
E concludo ancora con un riferimento al ‘sogno’. Con le parole di Papa Leone ai giovani libanesi lo scorso 1°dicembre “Voi giovani avete il dono del tempo usatelo per sognare e costruire la pace”.
Buon Avvento.

Don Renato Sacco, Consigliere nazionale
Pax Christi e vicario parrocchiale a Villadossola
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