La Chiesa di Novara anche quest’anno destina oltre un milione di euro dei fondi dell’8×1000 a progetti e iniziative di carità. Sono quasi quaranta interventi che rendono possibile il quotidiano impegno delle comunità parrocchiali a favore dei poveri: sostegni alimentari, aiuti per l’affitto, percorsi di accompagnamento, ascolto delle fragilità.
Senza questo contributo, l’opera silenziosa e capillare dei volontari sarebbe drasticamente ridimensionata. Eppure il punto decisivo non è solo economico. Il lavoro dei volontari è prezioso perché impedisce che tanti tra gli ultimi restino soli.
Non si tratta soltanto di distribuire beni, ma di offrire tempo, relazione, prossimità. L’aiuto materiale diventa ascolto, l’assistenza si fa accompagnamento, la risposta all’emergenza apre a un cammino di dignità.
È un lavoro che diventa un seme piantato, perché metta radici una cultura nuova che può cambiare le nostre comunità: quella dell’attenzione verso chi è solo, povero, malato, anziano. Una cultura che contrasta l’indifferenza e ricostruisce legami.
Ed è un lavoro che mostra il volto concreto della nostra fede. Lo ricorda Papa Leone XIV nell’esortazione Dilexi te (n.110): «Per noi cristiani, la questione dei poveri riconduce all’essenziale della nostra fede. […] La realtà è che i poveri per i cristiani non sono una categoria sociologica, ma la stessa carne di Cristo. Infatti, non è sufficiente limitarsi a enunciare in modo generale la dottrina dell’incarnazione di Dio; per entrare davvero in questo mistero, invece, bisogna specificare che il Signore si fa carne che ha fame, che ha sete, che è malata, carcerata».

Don Giorgio Borroni, Direttore della Caritas Diocesana di Novara
L’editoriale di don Giorgio Borroni nel servizio dedicato ai progetti finanziati con l’8 per mille da Caritas diocesana, in primo piano sul nostro settimanale, con gli articoli provenienti dalla Diocesi di Novara, in edicola e online da venerdì 27 febbraio. Il settimanale si può leggere online abbonandosi cliccando qui.
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