In occasione dell’anniversario della morte di papa Francesco, che coincide con quello di don Tonino Bello (nel 1993) pubblichiamo la riflessione di don Renato Sacco.
“Non habebat pilleolum”. E’ il rimprovero che don Tonino ha ricevuto in una lettera arrivata dal Vaticano, dopo aver celebrato una messa in Tv.
Per chi non fosse preparato sul tema, il pilleolo è lo zucchetto rosso dei vescovi. E questo è solo uno dei tanti rimproveri che il Vescovo di Molfetta e Presidente di Pax Christi si è sentito rivolgere, prima della morte avvenuta il 20 aprile 1993.
Quando il 13 marzo è stato eletto Papa Francesco, in molti abbiamo visto in lui uno ‘stile pastorale’ molto simile a don Tonino. Una chiesa povera vicina ai poveri. Un vangelo con cui ci si sporca la mani. ‘Stola e grembiule’ scriveva don Tonino. E ci ricordiamo le lavande dei piedi del Giovedì Santo di Papa Francesco alle persone che erano ‘lo scarto’ della società.
Già nella scelta del nome Francesco, lo ha spiegato lui stesso: la scelta dei poveri e della pace. Contro la follia della guerra.
Quante ne ha sentite don Tonino per le sue denunce contro la militarizzazione della Puglia, da arca di pace ad arco di guerra. Contro gli F16 e le spese militari. “Sono pazzi” disse Francesco commentando la proposta di portare al 2% del Pil le spese militari.
E quante ne ha sentite anche Papa Francesco, per il suo primo viaggio a Lampedusa, per il richiamo costante ai poveri e la denuncia della guerra! Aveva i suoi pallini, dicevano in molti, anche nel mondo ecclesiastico.
Ci ricordiamo anche il Giubileo? e quella frase di Francesco “È troppo sognare che le armi tacciano e smettano di portare distruzione e morte?” Francesco andò a pregare sulla tomba di don Tonino, dove vicino al nome si legge ‘terziario francescano’, il 20 aprile 2018.
Se anche oggi la P di pilleolo rischia di essere più importante della P di poveri o della P di Pace, rischiamo, diceva don Tonino, “di essere lucignoli fumiganti invece che Ceri Pasquali”.

Don Renato Sacco, presbitero della diocesi di Novara e Consigliere nazionale di Pax Christi.