«Sono una donna fortunata perché la scelta di quel giovane poliziotto, che volle con forza essere accanto e a difesa di Falcone, fa camminare a testa alta me e i miei due figli in tutta Italia».
A parlare è Tina Montinaro, vedova di Antonio, caposcorta del giudice Giovanni Falcone, all’Arengo del Broletto, pieno di ragazzi, mercoledì mattina, per l’iniziativa “Dal sangue versato al sangue donato”. Un’iniziativa di sensibilizzazione tra memoria e salute dedicata alla donazione di sangue (foto Alessandro Visconti).
«Antonio era un bel ragazzo che a 18 anni ha voluto entrare in Polizia. Era stato destinato a Bergamo, ma quando ha capito cosa accadeva a Palermo decise di stare accanto al magistrato anti-mafia. Dopo la morte di Antonio, pur se io sia di Napoli e lui di Lecce, son rimasta a Palermo. Le mogli di uomini in divisa non scappano, sono i mafiosi che devono scappare».
E ancora: «se è finita così è perché qualcuno non ha fatto il proprio dovere. Ragazzi studiate, siate consapevoli e non abbassate la testa davanti a nessuno. Dovete essere migliori di noi».
L’evento si è svolto prima in piazza Duomo. A promuovere l’appuntamento l’associazione Donatorinati della Polizia e dei Vigili del Fuoco, in collaborazione con l’associazione Quarto Savona Quindici.
Un momento di grande commozione è stato lo svelamento della teca con i resti della QS15, la “Quarto Savona Quindici”, l’auto di scorta del giudice Falcone saltata in aria nella strage di Capaci del 23 maggio del 1992. Alla cerimonia presenti il Prefetto Francesco Garsia, il Questore Fabrizio La Vigna, il comandante dei Vigili del Fuoco, Roberto Marchioni, il sindaco Alessandro Canelli e tante altre autorità. Con loro il vescovo di Novara, Franco Giulio Brambilla.
In piazza screening gratuito pre-donazione con la Croce Rossa e l’autoemoteca dell’Avis.