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La fede come sostegno nei momenti difficili. Ma anche i dubbi, le difficoltà, le crisi dello spirito che la prova di una salute minata porta con sé, per chi vive il momento della fragilità e per chi è chiamato alla cura: familiari, medici, volontari. È questo il cuore della Giornata dell’Amicizia di quest’anno, che come tradizione il prossimo 2 giugno vedrà riunirsi al Santuario di Boca operatori pastorali e volontari che operano nel mondo dell’assistenza socio sanitaria.

Il programma

L’appuntamento è a partire dalle 9. Alle 9.45 l’inizio della tavola rotonda sul tema “Vivere la fede nel tempo della malattia”. Moderati dal giornalista di Avvenire Paolo Viana, interverranno Romina Panigoni dell’associazione Idea Insieme attiva nell’hospice di Galliate e al San Giuliano di Novara; Antonio Barison dell’Oftal; Luisa Brunello presidente del Cento Volontari Sofferenza; Miriam Cappelli oncologa geriatrica dell’Ospedale Maggiore di Novara, esperta in cure palliative.
Alle 12 la celebrazione giubilare, seguita dal pranzo e da un momento di incontro e condivisione. Alle 16 chiude il programma la messa presieduta dal vescovo Franco Giulio Brambilla.

La fede e la prova della fragilità

«La domanda al centro della tavola rotonda è semplice – spiega don Michele Valsesia, responsabile della pastorale della salute in diocesi -. Ci domanderemo come la fede ci accompagna nel momento della malattia». Non una fede generica e personalistica, «ma la vera fede trinitaria: il Padre che ci è vicino anche nel momento della prova, il Figlio, che è il volto di un Dio che sentiamo anche come fratello e lo Spirito Santo che ci mostra la vita come un “compimento”, nel quale la malattia è un passaggio».

L’icona biblica e la preghiera che guiderà la giornata è il Salmo 77: che canta di «un Dio fedele – riprende don Valsesia – che mantiene la sua promessa anche nella “tribolazione”». A fare da filo rosso che unisce le persone chiamate ad animare la tavola rotonda è l’impegno, in vari modi, per i malati, «ma anche e soprattutto quella di credenti che vivono la propria fede ogni giorno in contesti di sofferenza dove in qualche modo Dio sembra essere assente. Prima ancora di un racconto della loro testimonianza di fede in quegli spazi, al centro del confronto ci sarà il percorso personale di chi si misura con il dubbio».

La Giornata dell’Amicizia

La Giornata di quest’anno è arrivata alla 61ª edizione: uno degli appuntamenti diocesani più longevi. Nata come appuntamento per dame e barellieri dell’Oftal diocesana, negli ultimi anni, sotto il coordinamento della Pastorale della Salute della diocesi, si è allargata ad altre associazioni che operano accanto ai malati e alle loro famiglie: Idea Insieme; il Centro Volontari della Sofferenza e l’Associazione Medici Cattolici.

L’articolo con le notizie dal territorio della Diocesi di Novara si può trovare sul nostro settimanale in edicola a partire da venerdì 30 maggio. Il settimanale si può leggere abbonandosi o acquistando il numero che interessa cliccando direttamente qui.

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