Non è teatro come lo si intende di solito. È un urlo sussurrato, un frammento di verità che nasce tra le mura della Casa Circondariale di Novara.
“Abbracciare una stella”, scritto da Luigi e Massimiliano, due detenuti del carcere novarese, e diretto da Elena Ferrari e Mariano Arenella di Cabiria Teatro, porta in scena le voci autentiche di chi il carcere lo vive ogni giorno, con protagonisti i detenuti della Casa Circondariale di via Sforzesca.
È uno degli spettacoli dell’edizione 2026 del festival “Le notti di Cabiria”, che riprenderà proprio a settembre, il 4 con “Io uccido i giganti”, nel giardino del Museo di Storia Naturale Faraggiana Ferrandi. E poi l’11, alle 17 – spettacolo già sold out – con “Abbracciare una stella”. È prevista una replica sabato 12 sempre alle 17.
Sempre all’interno del carcere. Sul palco si alternano ombre fitte e improvvisi bagliori di umanità, in uno spettacolo che si costruisce come uno spazio nudo, dove il peso delle scelte incontra la forza del riscatto.
I posti, per la replica del 12, sono ancora disponibili. Per poter partecipare e assistere allo spettacolo è obbligatorio l’invio preventivo della carta d’identità all’indirizzo [email protected]. I biglietti sono in vendita sulla piattaforma di biglietteria online Vivaticket.com.
Articolo completo e altri servizi dalla Diocesi di Novara sul nostro settimanale in edicola e online da venerdì 31 luglio. Il settimanale si può leggere abbonandosi cliccando qui.