«Restiamo con l’amaro in bocca, abbiamo continuato a produrre fino all’ultimo giorno e ci portiamo a casa solo tanto rammarico. Alla fine l’obiettivo aziendale è stato raggiunto. Dalle istituzioni locali e regionali, dopo le tante promesse, è arrivato solo silenzio. I saluti e gli ultimi abbracci sono strazianti. Abbiamo perso tutti. Non abbiamo più parole». Sono scarne e addolorate le dichiarazioni di Rsu e Fai Cisl dopo l’assemblea che si è tenuta nell’ultimo giorno di lavoro nello stabilimento di Barry Callebaut a Verbania. La fabbrica dolciaria di Intra, come annunciato, il 30 giugno ha terminato definitivamente la propria attività. Finisce un’epoca non solo per quello stabilimento, ma per l’industria cittadina, che venne battezzata la “piccola Manchester” e che oggi ha perso quasi tutte le proprie industrie.
“Siamo una famiglia” avevano scritto sugli striscioni i 100 dipendenti di Barry Callebaut, ed è stato davvero così, fino all’ultimo, tra gli abbracci e le lacrime di chi è rimasto. Una settantina fortunatamente ha trovato collocazione altrove. Ma fino all’ultimo hanno sperato in una soluzione diversa, nella ricerca di un compratore portato avanti da un “advisor” milanese, dalla quale però erano esclusi a priori tutti i potenziali concorrenti.
La notizia era esplosa improvvisamente lo scorso settembre. Una decisione inaspettata, quella della multinazionale svizzera, perché la fabbrica lavorava a pieno ritmo, senza nessun vento di crisi. Ma, per l’azienda, quel sito, nel centro di Intra, non offre prospettive di crescita ulteriore, oltre le 65 tonnellate annue di lavorati di cioccolato prodotte e delle quali non si sentirà più l’inconfondibile profumo nell’aria.
Vani i tavoli prima al Ministero dell’Imprese e del Made in Italy e poi in Regione. Attacca il segretario provinciale del Pd Riccardo Brezza: «I cancelli dello stabilimento Barry Callebaut si chiudono definitivamente, nel silenzio assordante delle istituzioni che, al di là delle dichiarazioni di facciata, non sono state in grado di impedire la fine di una storia industriale lunga cento anni.
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