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Innovazione mondiale e locale si incontrano alla Fondazione Academy in via Alfieri a Borgomanero con i casi della Cimberio di San Maurizio d’Opaglio e Caleffi di Fonteneto d’Agogna.

All’incontro hanno partecipato rappresentanti di Asl, della scuola, dirigenti e proprietari di grandi imprese, innovatori digitali e giovani start up, il direttore di Confindustria industria Carlo Mezzano, presenti all’incontro sull’implementazione delle tecnologie 4.0 nelle fabbriche digitale del nostro distretto valvole e rubinetti.

Dopo la presentazione di una ricerca della Università LIUC di Castellanza sull’innovazione tecnologica introdotta nelle aziende italiane, realizzata su un campione di 123 imprese con l’obiettivo di  analizzare come il mondo manifatturiero italiano stia vivendo il cambiamento verso la quarta rivoluzione industriale, si è passata all’analisi di due casi di eccellenza, della Cimberio e della Caleffi.

La ricercatrice della LIUC, ingegner Violetta Cannas, ha condotto le presentazioni dell’ingegner Andrea Cavallari ella Caleffi e di Matteo Pettinaroli, Manager di Cimberio, per identificare quali sono state e come sono state superate le maggiori barriere nel percorso di innovazione interno, e quali sono state le maggiori opportunità colte dalle nuove tendenze dell’Industria 4.0, insieme ai risultati operativi.
Comuni alle due imprese leader, la ricerca dell’eccellenza di prodotto attraverso le innovazioni tecnologiche in quanto la ricerca deve trasformarsi in risultati operativi e non essere fine a sé stessa.
Il dettaglio delle presentazioni tecniche, l’accuratezza dei sistemi di misurazione delle energie consumate per pezzo hanno interessato molto i partecipanti.

Infine, è emerso come per entrambe le aziende la disponibilità di risorse e di incentivi a vantaggio dell’impresa (Programmi statali 4.0 e ora 5.0) sia stata utilizzata con obiettivi chiari e misurabili, evitando di trasformarla in una leva che rischia di distogliere risorse dall’oggetto principale dell’azienda.
Tante le domande per uno dei primi confronti e scambio di “buone pratiche” fra aziende del Distretto, che – come ha ricordato il prof. Marco Fortis – raggruppa settecento imprese, oltre 11.000 addetti e un fatturato di 3,1 miliardi di euro.

Un successo dimostrato anche con una forte presenza alla fiera milanese di MCE di metà marzo, che ha lasciato intravedere buoni auspici per la crescita già a breve. 

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