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Un pezzo di storia e di cultura della città di Domodossola se ne va. Avrebbe compiuto cento anni nel 2029, il mitico cinema Corso, ma, purtroppo, a giugno chiuderà le serrande. Dal 1929 il Corso, gestito da tre generazioni dalla famiglia Antonioli, ha regalato emozioni al pubblico ossolano, offrendo a carissimo prezzo, per stare al passo coi tempi, negli ultimi anni, un proiettore ultra-HD 4K ad altissima definizione digitale che consente una visione perfetta delle proiezioni.

Tutto questo non è bastato, come spiega Franco Antonioli, l’attuale titolare: «Un po’ la cittadinanza che non è andata al cinema – ma non è colpa sua – un po’ le piattaforme digitali, un po’ l’ottusità delle istituzioni verso la cultura: sottolineo che io non ho mai chiesto un euro e mai avrei voluto denaro dalle istituzioni per tenere aperto».

Franco Antonioli sottolinea l’importanza culturale del cinema e soprattutto della cinematografia d’autore. «Negli ultimi dieci anni io sono stato un cattivo imprenditore ma un buon conservatore di questa tradizione domese del cinema Corso. Da dieci anni, infatti, con il patrimonio di famiglia faccio vivere questo cinema». Un polo culturale della città, uno dei pochi cinema, forse l’unico, di quell’epoca, in Italia, che ha tre piani.

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