Condividi su

«Don Sisto, il prete del Monte Rosa, sacerdote di Dio, partigiano della libertà e costruttore della sua terra». Così nel 1979 dalle colonne dei nostri settimanali diocesani l’allora direttore don Giuseppe Cacciami tratteggiava la figura di don Sisto Bighiani. Ornavassese, classe 1920, don Sisto Bighiani è un figlio illustre di questa terra walser e le parole vergate da don Cacciami in occasione della prematura morte lo descrivono a tutto tondo.

Sono parole che ben riassumono anche la preziosa opera editoriale, data alle stampe in questi giorni dal Museo della Resistenza “Alfredo Di Dio” di Ornavasso, in cui si ripercorre la vicenda umana di don Sisto. Il libro dal titolo “In ginocchio per pregare, in piedi per combattere” permette di riscoprire la figura di un sacerdote che ha scritto pagine importanti della storia italiana nei difficili anni della guerra civile. Il volume raccoglie scritti delle curatrici Maria Silvia Caffari, Grazia Vona e Margherita Zucchi e interventi di Giannino Piana. Sono riportati inoltre testi di autori vari che hanno conosciuto il sacerdote, documenti tratti dagli archivi della Valtoce e dei Garibaldini, che aiutano a definire lo scenario in cui avvengono i fatti e la cornice storica in cui agiscono i personaggi.

«Il periodo considerato – afferma Margherita Zucchi – va dalla giovinezza di don Sisto alla sua partecipazione alla Resistenza nel 1944-1945, ma vuole anche far presente come coloro che parteciparono alla Resistenza continuarono l’impegno di attuazione della Costituzione Repubblicana nell’arco della vita, lasciandoci una eredità importante e impegnativa nell’esercizio della libertà, dell’attuazione della giustizia sociale, nella realizzazione della democrazia».

Pagina dopo pagina si ripercorre la vicenda di don Sisto, seguendone le tracce tra la Val d’Ossola, il Mottarone, la Valsesia e la Valle Anzasca. «Personaggio volitivo, sacerdote semplice e sensibile, partigiano determinato – prosegue Zucchi – don Sisto è stato cappellano militare prima della formazione autonoma “Valtoce” di Alfredo Di Dio in Val d’Ossola, poi è stato nominato da Cino Moscatelli segretario politico dell’ottantaduesima brigata Osella (in seno alla prima divisione Garibaldina in Valsesia) e infine è stato parroco di Macugnaga in Valle Anzasca.

Fermo nella sua fede, non si lascia intimorire neppure nelle situazioni più difficili, nei momenti gravi della vita partigiana, nell’assistenza ai feriti delle due parti in lotta e ai condannati a morte. Esperto alpinista, sa affrontare i disagi della vita clandestina in montagna, come sa mettersi in relazione con il suo Vescovo, monsignor Leone Ossola, con la missione americana Crysler Mangosteen e con il generale Raffaele Cadorna a Valduggia. Don Sisto è stato anche uno tra i primi a parlare nei giorni della Liberazione nelle piazze gremite di Novara e Milano, dimostrando con la sua presenza e con le sue parole lo spirito unitario della Resistenza, la liceità della guerra per fermare l’aggressione nazifascista, la fede nella Provvidenza e nella Misericordia divine».

Il volume sarà presentato in prima assoluta oggi, martedì 25 aprile, alle 20.30, a La Fabbrica di Carta a Villadossola.

Condividi su

Leggi anche

Le prove della Passione sotto la pioggia.
il MONTE ROSA

La Passione al Monte Calvario va in scena domenica 30 giugno

Redazione