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Nella notte di mercoledì 11 ottobre è morto ad Arona, dove risiedeva da molti anni, Giannino Piana, tra i più significativi e influenti teologi moralisti italiani.

Aveva 84 anni ed era originario di Ornavasso. Presbitero novarese, aveva interrotto l’esercizio del ministero nel 2000.

Ha insegnato alla Libera Università di Urbino e all’Università di Torino ed è stato presidente dell’Associazione Teologica Italiana per lo studio della Morale. Ha diretto con Tullo Goffi il Corso di Morale edito da Queriniana e con Francesco Compagnoni e Salvatore Privitera il Nuovo Dizionario di teologia Morale San Paolo, dirigendo collane presso l’editrice Cittadella di Assisi. Tra le sue opere, “Bioetica. Alla ricerca di nuovi modelli” (Garzanti), “Bioetica tra scienza e morale” (Utet) e, per Interlinea, “Umanesimo per l’era digitale”, quasi un manifesto-testamento scritto quando è arrivata all’ultimo stadio la malattia.

A ricordarlo proprio il fondatore della casa editrice novarese, Roberto Cicala. «Era il decano dei teologi morali italiani – ricorda Cicala -. Amico di intellettuali come Gianfranco Ravasi, Enzo Bianchi e Luigi Ciotti, animatore di iniziative di cultura tra cui il festival della dignità umana. Ci aveva consegnato la sua ultima opera, “Dell’ultimo orizzonte. Questioni etiche sul fine vita”, che pubblicheremo purtroppo postuma per ricordarlo».

Cordoglio anche da parte dello stesso Bianchi, tra i primi a dare notizia della scomparsa su Twitter. «Per me era un amico fedele da 50 anni, un fratello con il quale ho sofferto e combattuto tante battaglie nella chiesa, un teologo tra i più grandi, un uomo di Dio».

Al dolore di familiari e amici si associa anche la diocesi di Novara, con una nota a firma del vicario episcopale per il clero e la vita consacrata don Franco Giudice. «Gli siamo riconoscenti – scrive don Giudice – per l’impegno profuso per decenni nel nostro Seminario nella formazione dei futuri sacerdoti e per l’ampio e significativo apporto in molte iniziative diocesane. Nella nostra diocesi aveva svolto, nei primi anni del postconcilio il ruolo di Assistente della Fuci diocesana e di Vicario episcopale per il Laicato e la Cultura. Per molti anni è stato Preside dello studentato Teologico ‘San Gaudenzio’ e dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose. Anche le nostre parrocchie gli sono grate per la disponibilità dimostrata. Il suo insegnamento ha sempre rivelato competenza, chiarezza, profondità ed equilibrio di valutazione. Un arricchimento per noi e per la stessa Teologia italiana che gli sarà sicuramente grata. Lo affidiamo al Signore perché sappia ricompensarlo per l’attività svolta a favore della nostra Chiesa diocesana».

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