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Il ricordo di “quei giorni”. Quelli rimasti ben vivi nella memoria di Tarcisio Nicolini, 88 anni, espressi di fronte agli allievi della scuola primaria Marta Magistrini di Cureggio.

Qui, il mattino di venerdì 28 aprile, si è svolta una lezione sul posto, tenuta proprio da Nicolini, con i giovani studenti.

“Quei giorni” sono riferiti al dicembre 1944 quando alla “ripaccia” nei pressi del Sizzone, a lato della strada che porta al Bergallo, vennero scoperti i corpi dei partigiani Carluccio Sacchi, 20 anni di Maggiora, Carmelo Amore, 24 anni di Rosolini (Siracusa), Luigi Ceresoli, 17 anni di Lodi, Salvatore Narcisi, 27 anni, di Cammarata (Agrigento). Erano stati fucilati in mese e prima e seppelliti in modo sommario.

«Io avevano dieci anni – ricorda Tarcisio – e fui tra i molti che accorsero. Ricordo il corpo di uno dei quattro partigiani uccisi appena dissepolto. Non scorderò mai quei brutti momenti».

A cureggesi dell’ultima generazione, Tarcisio ha affidato il compito «di ricordare chi ha perso la vita per dare a noi la libertà».

La manifestazione è stata accompagnata dalla chitarra di Luca Borin, che ha concluso con la canzone “Libertà” di Giorgio Gaber cantata da tutti i presenti.

Fra coloro che sono intervenuti, Lamberto Cerri, vice sindaco.

L’articolo integrale sul nostro settimanale, nelle edizioni disponibili nella zona centrale della diocesi di Novara – L’Informatore di Borgomanero, il Monte Rosa, il Sempione – in edicola il venerdì e disponibile anche online.

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