«Da grande vorrei curare i bambini nei Paesi poveri». Anna Chiara Invernizzi, vicepresidente di Fondazione Comunità Novarese, in occasione del progetto ABCDono, che promuove la cultura del dono e della solidarietà nelle scuole elementari del territorio, ha chiesto agli studenti che cosa sognano per il loro futuro. E queste sono state le risposte.
«Entrare nelle classi – ha detto – significa osservare da vicino come i bambini interpretano il mondo che li circonda. I loro sorrisi sono il sunto del progetto, un’esperienza meravigliosa». Tutto questo è il cuore di ABCDono, che quest’anno riparte, tagliando il traguardo della quinta edizione.
Coinvolge quattordici classi di sette istituti: la Bollini a Novara, la Tadini a Cameri, il Rosmini a Borgomanero, la Rodari e la Don Milani a Trecate, la Nicotera e la Usellini ad Arona, la Fornara a Carpignano Sesia.
«Raggiungere la quinta edizione è un risultato importante – ha detto il presidente della Fondazione Comunità Novarese, Davide Maggi –. Un progetto educativo acquista valore quanto più riesce a dare continuità e a creare relazioni stabili con scuole, insegnanti e famiglie e questo fa il nostro ABCDono, che ci ha permesso in questi anni di incontrare tanti bambini».
Il percorso è di sei incontri, uno per parola chiave: relazione, gratuità, fiducia, bisogni, comunità, condivisione. Li conducono i formatori dell’associazione CreAttivi, coordinati da Davide Dagosta e Raffaella Pasquale…
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