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Quattro focus sulla pace: quella nel mondo, tra le nazioni, tra i gruppi di interesse, ma soprattutto quella che riguarda i cuori e la vita di ognuno. Li offre don Renato Sacco nel podcast che accompagna il sussidio per l’Avvento 2025 della diocesi di Novara. Proponiamo la quarta riflessione in questa pagina. Questa puntata è ascoltabile dal 21 dicembre su tutte le piattaforme audio e a partire da questa pagina. Disponibili per l’ascolto anche la prima, la seconda e la terza puntata.


Siamo al quarto ed ultimo appuntamento di Avvento. Il Natale è ormai vicino. Accendi la pace! Ma ci rendiamo conto che stiamo respirando un ‘clima di guerra’. I potenti del mondo vogliono la guerra, sanno parlare solo di guerra! Qualcuno ci dice che dobbiamo prepararci alla guerra come ai tempi dei nostri nonni! Parole diaboliche e angoscianti. è difficile tradurre l’impegno della pace in questo contesto. Qualche storico ci ricorda che il clima che viviamo è simile a quello che ha preceduto la prima guerra mondiale: un’economia di guerra e una cultura di guerra, dove siamo invitati a pensare alla guerra, ad accettarla. A non ritenere più la guerra un tabù. Quando si pensa a qualcosa di immorale per l’insegnamento cristiano, spesso si è portati a pensare alla sfera sessuale.

Invece non risulta per niente immorale parlare di armi, investire nella guerra e nei suoi strumenti. Progettare armi, anche nucleari, e ritenerle una possibilità reale. Infatti in Italia ci sono bombe nucleari a Ghedi e ad Aviano, di proprietà degli USA, ma questo non crea nessun problema a chi ha il potere. Infatti si criminalizzano i poveri, non i guerrafondai.

E non dimentichiamo che molti di questi potenti si dicono pure cristiani e invocano lo stesso Dio gli uni contro gli altri. No, il nostro Dio non può essere il Dio della guerra!

Ricordiamo che nel 2024, in tutto il mondo, si sono spesi 2.718 miliardi di dollari in armamenti. Solo gli USA ne hanno spesi 997; l’UE 364 miliardi, di cui 38 spesi dall’Italia; 314 miliardi la Cina e 150 miliardi la Russia. Come possiamo parlare di pace? Tutto questo deve interrogare la coscienza di ognuno: nel nostro cuore, nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità allargando a tutto il mondo. Ma non usiamo Dio per benedire le guerre e armi.

Qualche anno fa addirittura è stato proclamato Papa Giovanni XXIII Patrono dell’esercito italiano. Ma come è possibile? Allora l’esercito italiano chiamato a combattere invocherà il proprio Santo Patrono contro qualcun altro?

Ci sono di aiuto ancora oggi le riflessioni di alcuni anni fa del Vescovo ausiliare di Sarajevo, mons. Pero Sudar. A dicembre 1992 ci fu la marcia della pace, con 500 persone disarmate dentro l’assedio di Sarajevo, con anche don Tonino Bello. Il Vescovo Sudar nel 2003 in un’intervista diceva: “Riconosco di essere stato convinto anch’io che l’uso della violenza sia utile e necessario quando si tratta della libertà dei popoli. Dopo aver visto e vissuto da vicino che cosa vuol dire la guerra di oggi, non la penso più così. Sono profondamente convinto, e lo potrei provare, che l’uso della violenza ha portato sempre un peggioramento.… tutto questo obbliga la Chiesa a farsi segno di contraddizione e ad unire la sua voce a tutte quelle che gridano la pace anche nelle condizioni che, a prima vista, postulerebbero la guerra… Oggi l’unica scelta della Chiesa è la nonviolenza, perché questa è l’unica strada, magari lunga e sofferente, alla pace che viene garantita dalla giustizia”.

E credo anche illuminante un brano dell’omelia del Papa Benedetto XVI, nella notte di Natale del 2011 dove si legge nella prima lettura, Isaia cap. 9: “In questo momento, in cui il mondo è continuamente minacciato dalla violenza… – diceva Papa Benedetto – Amiamo il Tuo essere bambino, la Tua non violenza, ma soffriamo per il fatto che la violenza perdura nel mondo, e così Ti preghiamo anche: dimostra la Tua potenza, o Dio. In questo nostro tempo, in questo nostro mondo, fa’ che i bastoni dell’aguzzino, i mantelli intrisi di sangue e gli stivali rimbombanti dei soldati vengano bruciati, così che la Tua pace vinca in questo nostro mondo”.

La luce della Parola e dei testimoni di pace ci aiutino a camminare verso un Natale illuminato dalla luce della Pace e non dai bagliori di guerra.

Buon Avvento e buon Natale.

Don Renato Sacco, Consigliere nazionale
Pax Christi e vicario parrocchiale a Villadossola

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