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Non un evento a sé stante, ma il cuore del festival francescano Visioni di un futuro possibile. Così fra Maggiorino Stoppa, dei Frati Minori del Monte Mesma, presenta la marcia per la pace in programma domenica 5 ottobre tra il convento e il Sacro Monte di Orta. Un’iniziativa che intreccia spiritualità, impegno civile e riflessione collettiva in un tempo attraversato da crisi e smarrimenti.

«La nostra marcia – spiega fra Maggiorino – rappresenta il gesto più concreto del festival. Il titolo stesso della rassegna richiama il profeta Ezechiele, che in un tempo di crisi ed esilio seppe annunciare una novità e una speranza di liberazione. Anche noi oggi sentiamo il bisogno di guardare oltre le difficoltà del presente: viviamo un tempo di grandi cambiamenti, crisi ambientali, sociali, spirituali. Tutte ci fanno sentire smarriti, ma è proprio in questi momenti che occorre immaginare un futuro diverso».
La scelta di mettersi in cammino insieme ha un valore che va oltre la testimonianza: diventa segno di una fraternità possibile, di uno stile di vita alternativo. «La sofferenza della terra e la sofferenza dei poveri – ricorda fra Maggiorino – sono un unico grido. La pace si costruisce con scelte concrete: stili di vita più sobri, un’economia che non scarta, un’apertura radicale al dialogo. La pace non è un’utopia irraggiungibile, ma una meta verso cui camminiamo insieme».

Il cammino dal Mesma a Orta diventa così parabola di un percorso collettivo: ogni passo è simbolo di un impegno condiviso, di una speranza che si fa gesto tangibile. «È un piccolo seme – continua – un gesto di speranza attiva che dice a tutti che, nonostante le tenebre, un’alba di fraternità è ancora possibile se iniziamo a costruirla passo dopo passo». Il legame ideale è con la marcia Perugia-Assisi, di cui l’iniziativa lacustre vuole essere un’anticipazione. «Non è una semplice manifestazione, ma un pellegrinaggio laico e spirituale al tempo stesso. Mettersi in cammino significa costruire ponti, tessere relazioni, farsi carico gli uni degli altri e della nostra casa comune. L’ecologia integrale di cui parla Papa Francesco è la nostra bussola: non c’è pace senza giustizia sociale e senza cura del creato».

Il ritrovo è fissato alle 9.30 al convento del Monte Mesma, con partenza alle 10. All’arrivo al Sacro Monte, intorno a mezzogiorno, seguirà il momento di riflessione dal titolo La pace come orizzonte possibile. Idee per essere attivi nel cambiamento. Interverranno, insieme a fra Maggiorino, don Renato Sacco, consigliere nazionale di Pax Christi e il professor Davide Maggi, docente di Economia aziendale all’Upo e presidente della Fondazione Comunità Novarese. Modera l’incontro la giornalista Elisa Bertoli.
Una giornata di passi e parole, ma soprattutto un invito a guardare oltre la paura. Perché, come sottolinea fra Maggiorino, «in un mondo che alza muri, noi scegliamo di camminare insieme».

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