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Mancano almeno sessanta (ma il calcolo è al ribasso) operatori socio sanitari nelle Rsa del territorio del VCO.

La carenza è un problema che ormai si fa sentire da tempo, come conferma Rino Bisca, direttore delle residenze per anziani di Omegna, Vogogna e Premosello Chiovenda. «Sono figure purtroppo difficili da intercettare – spiega Bisca, – così come gli infermieri. Purtroppo quando escono dalle scuole di formazione o dalle Università, come nel caso degli infermieri, il numero è sempre inferiore rispetto alla domanda».

In particolare, gli Oss hanno molta scelta, tra sanità pubblica, privata, Rsa e Consorzi. E poi, per chi vive nel nostro territorio, c’è la concorrenza spietata della Svizzera, che offre stipendi nettamente più alti.

Secondo i calcoli di Bisca, «nelle 19 Rsa del territorio del Vco mancano, per coprire gli attuali buchi, almeno sessanta operatori socio sanitari. Ma ne servirebbero almeno altri quaranta per garantire il turn over, tra maternità, ferie, malattie e infortuni».

Come si sopperisce, dunque alla carenza? «Si fa molta fatica. Quando qualcuno va in pensione ovviamente è un problema. Fino al 31 dicembre scorso era possibile per le normative Covid assumere personale con esperienza anche senza qualifica, purché prendesse la qualifica entro il 2025. Ci ha aiutati molto. Oppure troviamo persone provenienti dalle regioni italiane del Sud, che si trasferiscono perché da loro manca il lavoro. Ma non è semplice».

L’articolo integrale sul nostro settimanale in edicola venerdì 17 febbraio e disponibile anche online.

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Immagine di freepik
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