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Sabato 30 settembre sarà un momento di festa per la diocesi di Novara: alle 15, il vescovo Franco Giulio Brambilla ordinerà due nuovi diaconi, che stanno completando il loro cammino di formazione verso il sacerdozio. Sono Beniamino Agliati, 39 anni, delle parrocchie unite del centro, e Vincenzo Formisano, 40 anni da poco compiuti, della parrocchia della Bicocca, entrambi ormai adulti e con un ricco bagaglio di esperienza alle spalle.

Beniamino già da bambino sentiva, durante il servizio all’altare come chierichetto, «un affascinante senso di Mistero e una forte attrazione verso Gesù». Poi gli studi di giurisprudenza e una carriera avviata da avvocato. E la chiamata del Signore a lasciare tutto e a seguirlo.

«Il Signore non cerca persone perfette ma disponibili» dice il giovane che non ha nascosto che durante il cammino della vita si può essere presi da dubbi di inadeguatezza.

Negli anni di formazione in Seminario, ha svolto servizio pastorale nelle parrocchie di Cameri, Novara, Casalvolone e Villata.

Pensando al suo imminente ministero Beniamino dice che «proclamare la Parola di Dio, amministrare i sacramenti, evangelizzare, esporre il Santissimo Sacramento e poter portare conforto agli ammalati è una grazia incommensurabile ed è anche il dono più bello e importante che possiamo fare agli altri».

Pure per Vincenzo la chiamata del Signore ha messo presto radice nel suo cuore. Dopo un lungo cammino di discernimento che non gli ha risparmiato momenti di difficoltà, Vincenzo è stato accompagnato dai superiori del seminario in un cammino personalizzato dove negli anni ha potuto continuare a esercitare la professione di insegnante di religione, svolgendo inoltre servizio pastorale presso le parrocchie di Cameri, Trecate e della Bassa Sesia.

Grazie all’insegnamento e al servizio svolto negli oratori di queste comunità, Vincenzo ha raccolto un prezioso bagaglio di esperienza sulla realtà giovanile odierna.

«In questo anno di diaconato sicuramente mi aspetto di crescere nel servizio» afferma il giovane che ha manifestato il desiderio di incontrare ogni persona della comunità in cui il Signore lo chiamerà.
Oltre al desiderio di maturare ancora di più, Vincenzo ha sottolineato l’aspetto caritativo come caratteristica primaria del diacono.

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