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Il futuro della valle passa dall’ovovia dell’alpe di Mera. L’Unione montana dei comuni valsesiani, capeggiata da Francesco Pietrasanta, lancia un appello in previsione dell’assemblea di “Monterosa 2000” per sottolineare come il progetto di una nuova ovovia a servizio della nota stazione sciistica presente sul territorio comunale di Scopello, per la quale è stato di recente confermato l’arrivo di fondi ministeriali per un totale di 10 milioni di euro, rappresenti un nodo cruciale per lo sviluppo della Valsesia.

Tutto il territorio, afferma Pietrasanta assieme al vice presidente dell’Unione Alberto Daffara, deve prendere «coscienza che l’ovovia di Mera rappresenta la svolta decisiva per l’economia territoriale».
L’Unione, affermano, all’indomani dell’annuncio dell’arrivo di un finanziamento ministeriale si è già messa al lavoro a pieno regime per reperire i fondi locali necessari alla realizzazione del progetto, ma c’è bisogno dell’aiuto di tutti.

«Adesso è il momento di uno sforzo collettivo per trovare sul territorio i 12 milioni che servono per concretizzare il progetto. Ad oggi abbiamo la disponibilità immediata garantita dai soci pubblici della “Monterosa 2000”, che unendosi hanno raggiunto un ammontare di 3 milioni di euro in 30 anni, il comune di Scopello ha garantito 60mila euro l’anno per 30 anni, l’Unione Montana 30mila, Piode e Pila 5mila. A questi si è aggiunto il comune di Varallo, che al momento ha garantito 50mila euro una tantum e si attende che Scopa si esprima sulla cifra che metterà a disposizione. Ma non basta, servono altri 9 milioni e bisogna assolutamente trovarli, sennò perderemo anche i 10 milioni di euro che arrivano da Roma».

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