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In questi giorni si è conclusa la Coppa d’Africa di calcio, vinta dalla Costa D’Avorio. I giocatori della squadra della Repubblica Democratica del Congo erano scesi in campo, qualche giorno prima, con il lutto al braccio e durante l’inno nazionale si sono messi una mano sulla bocca e l’altra alla tempia con due dita puntate, come una pistola, per denunciare il silenzio su quanto sta accadendo nel grande e ricco Paese Africano. “Tutti in silenzio davanti al genocidio in Congo” recitavano striscioni e magliette sugli spalti. Una forte denuncia davanti alle telecamere internazionali.
Non possiamo dire di non sapere…

Ce lo aveva ricordato anche papa Francesco, a fine gennaio 2023, nel suo viaggio proprio nella Repubblica democratica del Congo: «Giù le mani dalla Repubblica Democratica del Congo, giù le mani dall’Africa!…». «Basta soffocare l’Africa: non è una miniera da sfruttare o un suolo da saccheggiare – ha continuato papa Francesco – L’Africa sia protagonista del suo destino! …Dopo quello politico, si è scatenato infatti un “colonialismo economico”, altrettanto schiavizzante… si è giunti al paradosso che i frutti della sua terra lo rendono “straniero” ai suoi abitanti. Il veleno dell’avidità ha reso i suoi diamanti insanguinati. È un dramma davanti al quale il mondo economicamente più progredito chiude spesso gli occhi, le orecchie e la bocca».

Lo scrivevo esattamente un anno fa su questo giornale: «Il rischio reale è quello di guardare l’Africa con un po’ di pietismo: poverini quei bambini, poverine quelle donne. Dimenticando che in quella terra ci sono stati, in questi ultimi anni, milioni di morti. E migliaia di bambini sfruttati nelle miniere per i minerali che servono a noi, popoli ricchi. Le parole del Papa le dobbiamo sentire rivolte a noi. Non per un generico pietismo. Ma per mettere in discussione il nostro stile di vita. In particolare quella terra è ricchissima di Coltan indispensabile per i nostri telefonini e non solo. Non basta condannare genericamente il traffico delle armi se poi le nostre banche sono direttamente coinvolte. Non basta impietosirsi davanti ad alcuni volti segnati da violenze indicibili, se poi ne siamo responsabili. Non basta scandalizzarsi davanti ai bambini che con le loro manine scavano per raccogliere il Coltan guadagnando una miseria, meno di 1 euro al giorno se va bene, per un minerale che vale intorno ai 18.mila euro al chilogrammo. Ma poi il nostro telefonino lo teniamo tranquillamente in mano, anche se realizzato con “minerali insanguinati”».

Non possiamo dire di non sapere… E a proposito di Banche coinvolte nell’export di armi, proprio in questi giorni la Campagne di pressione alle ‘banche armate’ promossa dalle riviste Missione Oggi, Mosaico di Pace e Nigrizia, denuncia che il Governo vuole cancellare la lista delle “banche armate”, prevista dalla legge 185/90. Sul sito banchearmate.org si può leggere il testo integrale del comunicato in cui tra l’altro si dice “Il disegno di legge di iniziativa governativa (atto Senato n. 855) è inaccettabile e va contrastato con fermezza.

Il Disegno di legge intende limitare l’applicazione dei divieti sulle esportazioni di armamenti, riduce al minimo l’informazione al parlamento e alla società civile, e soprattutto, elimina dalla Relazione governativa annuale tutta la documentazione riguardo alle operazioni svolte dagli istituti di credito nell’import-export di armi e sistemi militari italiani.”

Il direttore di Mosaico di Pace, padre Alex Zanotelli commenta: «Nel corso degli anni la lobby militare-industriale ha cercato tutti i modi per manomettere questa legge e soprattutto per ridurre al minimo le informazioni sugli affari che vedono coinvolte aziende e gruppi bancari… si illudono di mettere a tacere la nostra Campagna che, invece, da oggi rilanciamo con più forza invitando tutti i correntisti a richiedere al proprio istituto di credito di non offrire servizi finanziari alla produzione e al commercio di armi…». Inizia la Quaresima, tempo di conversione. Non possiamo dire di non sapere…

don renato sacco

Don Renato Sacco, Consigliere Nazionale di Pax Christi

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