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Ci sono tanti motivi per prendere il treno: il lavoro, la scuola, una gita, un viaggio di piacere, una vacanza. Di questi tempi il motivo più gettonato è “la speranza”, il treno che porta ad una vita migliore, che porta simbolicamente a cambiare rotta, che fa tornare la pioggia dopo una prolungata e preoccupante siccità, che fa uscire dal tunnel di una pandemia drammatica.

Un treno, fosse anche un trenino giocattolo, di quelli che i bambini portano in giro per il parco. Si tratta di un treno simbolico non chiamato Freccia Rossa o Oriente Express. A Gozzano, ne è transitato uno tra i fiori e ha fatto sosta per due giorni. Era un treno piccolino, preso a noleggio. Ha voluto essere solo un simbolo della voglia di cambiamento.

A fare il resto ci ha pensato la “Festa della camelia”, la 35esima, promossa dall’amministrazione comunale grazie ad una équipe di oltre venti volontari con un encomiabile lavoro di fatica e di fantasia. Alle 10.10 di sabato scorso, con un ritardo di 10 minuti, il capostazione ha annunciato la partenza del treno con la paletta, mentre dalla locomotiva usciva, come un tempo, il fischio prodotto dalla pressione del vapore della caldaia.

A dare il benvenuto ai “viaggiatori” ha provveduto il sindaco Gianluca Godio che ha spiegato il significato del tema della edizione 2023. «Gozzano ha un rapporto di convivenza con il treno, dal treno a vapore all’elettrificazione, alla rettifica del tracciato. Il treno è anche un simbolo di speranza e questa rassegna floreale è diventata il biglietto da visita più importante per Gozzano».

Il servizio integrale disponibile a partire da venerdì 7 aprile, sul cartaceo in edicola o online.

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