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L’anno scolastico si apre con due sfide innovative, una di contenuti, l’altra di contenitori. Partendo da quest’ultima, l’edilizia scolastica non ha mai avuto così tante risorse e la sfida è amministrarle bene, dando reale autonomia ai dirigenti, per evitare che i ritardi si traducano in didattica a distanza, polverizzazione di scuole, containers…

L’altra sfida riguarda i contenuti: ogni anno aumentano le richieste a occuparsi anche di attività extra didattiche. Esempi: da settembre, gli obblighi di dedicare almeno un’ora alla settimana all’orientamento e un’altra all’educazione civica, sottraendo due ore all’orario disciplinare.

A ciò si aggiungono i progetti di contrasto al bullismo, educazione all’affettività, alla salute, almeno 90 ore di Percorsi sulle Competenze. Tutto ciò è molto importante, ma non esplicita quale è il ruolo della scuola oggi (rischiando così forti discrezionalità), né le funzioni (didattica o anche altro? a tempo pieno? anche in estate ?). Ci si dimentica poi della riforma dei cicli (che ha già 24 anni…), si rinvia la costruzione di un reale “sistema scolastico”. Anche perché, ritornando alle sfide, si può educare insegnando L’infinito di Leopardi, ma anche no…

E, in effetti, per “fare la trasformazione” non serve una legge, è necessario il desiderio, la passione educativa… Se la scuola dovrà essere davvero il “the place to be” di ragazze e ragazzi, allora l’edilizia scolastica deve orientarsi non solo alla rifunzionalizzazione ma anche al bello. Perché senza bellezza non si educa. E’ un periodo in cui bisogna osare!

Giovanni Campagnoli,

Preside del “Don Bosco”
di Borgomanero

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