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Scoprire, dopo una serie di riflessioni a scuola sul 25 Aprile, che il bisnonno, scomparso da qualche anno, è stato un partigiano. È successo a Giulia Renda, del liceo artistico Casorati di Novara. La giovane, con altre compagne dell’istituto, è stata protagonista di un flash mob all’inaugurazione della mostra “Le Storie, la Storia. Vite partigiane dagli archivi dell’Anpi”, che la sezione provinciale dell’Associazione partigiani promuove sino al 26 aprile al Castello, al piano archeologico, a Novara.

Hanno disegnato papaveri rossi sui cartoni sottostanti le teche con documenti e oggetti appartenuti a partigiani novaresi. Con lei Stella Magalotti, Celeste Moia, Alessandra Storari ed Emily Vaia. «Il mio bisnonno, Nino Nicolosi – racconta Renda – è stato un partigiano. L’ho appreso da poco da mia mamma.
Non sappiamo il suo nome di battaglia. Un periodo, quello, che l’ha tormentato a lungo, anche tornato a casa. Ricordava le imboscate. E così faticava a dormire».

A questi giovani, come agli altri che visiteranno la mostra (aperta dalle 16 alle 18,30 da martedì a venerdì, dalle 10,30 alle 18,30 sabato e domenica), il compito, come riferito dalla presidente Anpi, Michela Cella, «di tramandare i valori di quei ragazzi di allora, la democrazia, la pace, la libertà, la solidarietà, che sono scolpiti nella nostra Costituzione». Un impegno portato avanti negli ultimi anni della sua vita da Guerrino Comoli, scomparso nel 2018. Classe 1926, nome di battaglia “Negar”, perché scuro di capelli e di pelle o “Nuara” per la sua provenienza, partigiano combattente della 81ª “Volante Loss” inquadrata 1ª Divisione Garibaldi Pajetta, fu partigiano in Valsesia. Ha affidato la sua storia al libro “E io c’ero. Ricordi di un partigiano”, edito da Lampi di Stampa per conto di Anpi.

Alcuni suoi oggetti di allora sono esposti alla mostra, messi a disposizione dalla figlia Ivana. «Si possono vedere – racconta – il fazzoletto rosso dei partigiani garibaldini che ha sempre indossato per il 25 Aprile, dove è applicata la mostrina della Stella Alpina. E poi il suo tesserino, una sua foto con un amico e quella del 26 Aprile 1945», giorno della Liberazione di Novara. Tutti oggetti che Comoli custodiva in una scatoletta che portava con sé quando andava a parlare con i ragazzi delle scuole…

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