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Nel turbinio di dichiarazioni riguardanti l’Alpàa, si solleva la voce di Alberto Daffara, Vicepresidente nonché Assessore al Turismo dell’Unione Montana Valsesia, cercando di portare concretezza in questo periodo incerto: «Occorre una decisa “inversione a U” per ritornare all’essenza della nostra fiera di montagna – dichiara Daffara – e bisogna ritrovare il rispetto per le altre manifestazioni che i piccoli centri della valle organizzano da sempre. L’Alpàa deve rimanere concentrata nei giorni in cui si è sempre tenuta, e dev’essere dedicata alle tradizioni valsesiane, solo così si fa del bene al territorio e si implementa il turismo».

Daffara cerca di trovare delle soluzioni che possano riportare la manifestazione più vicina a quello che era un tempo, senza dimenticare che si trattava della festa che i pastori facevano scendendo a valle per vendere i loro prodotti.

«L’Alpàa deve semplicemente tornare ad essere l’appuntamento fisso che è sempre stato e deve esprimere la “valsesianità” attraverso esposizioni di artigianato e prodotti locali – dice il Vicepresidente dell’Unione Montana -. Se il Comitato attuale non è più in grado di esprimere idee in linea con l’essenza della tradizione valsesiana, si faccia da parte e lasci che altri portino avanti l’evento».

Se il problema è prettamente di natura economica, invece, Daffara ha proposto di coinvolgere di più band locali e artisti valsesiani, al posto di nomi di portata nazionale che richiedono grandi compensi. «Sul territorio ci sono tantissimi gruppi di musicisti molto bravi, in grado di regalare serate divertenti e di qualità: ce lo hanno dimostrato anche lo scorso anno, e lo dimostrano in tante occasioni. Con un budget molto più contenuto, potremmo dare visibilità alle nostre band locali e divertirci tutti insieme».

Abbiamo dedicato grandi approfondimenti alla questione Alpàa nelle nostre testate. Puoi leggerli qui o in edicola.

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