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E’ ancora la logistica di Pernate al centro dell’ultimo Consiglio comunale di Novara che si è svolto questo lunedì 20 a Palazzo Cabrino.

L’opposizione ha chiesto in modo unito di adottare il Piano Paesistico regionale, uno strumento superiore ai piani regolatori comunali che prevede criteri di tutela del paesaggio più restrittivi e di conseguenza «potrebbe mettere un freno all’ecomostro di Pernate» affermano dalla minoranza.

La mozione della minoranza è però stata bocciata con i voti contrari della maggioranza.

«L’amministrazione ha deciso di dare il via al nuovo Piano Regolatore e questo a sua volta avrà all’interno anche i criteri del piano paesistico per cui non avrebbe senso votare questa mozione» ha detto l’assessore all’Urbanistica Valter Mattiuz.

«La legge del Piano Paesistico regionale risale al 2017, c’erano due anni di tempo, siamo nel 2023, vuol dire essere inadempienti verso la legge che dice di reperire il Piano. Ma quando avremo poi il nuovo piano regolatore? Se va bene verso la fine del 2026 quando ormai non si potrà fare più nulla per fermare la logistica di Pernate – ha sottolineato il capogruppo del Pd Nicola Fonzo – Voglio ricordare che i cittadini sentono molto questa tematica tanto da raccogliere 15mila euro per andare al TAR. Andare al muro contro muro non serve a nulla, bisogna fermarsi a riflettere. Ogni Consiglio comunale porteremo una mozione o interrogazione per tenere vivo l’argomento».

«La nuova strategia è forse quella del silenzio e del far finta di niente – ha commentato il consigliere del Pd Mattia Colli Vignarelli – questo significa scegliere di andare nella direzione sbagliata. Prima si distrugge il suolo poi si pensa di fare il nuovo piano regolatore. Il nuovo Piano paesaggistico andrebbe adottato subito mentre ci si attacca ad un cavillo del piano regolatore vigente che prevede che si può aspettare fino alla variante del piano regolatore. Adottarlo ora però si può e vuol dire bloccare la cementificazione selvaggia».

«C’è una forte incongruenza su questa tema. Da una parte la Regione dice che bisogna tutelare il suolo e le aree agricole incentivando le aree dismesse mentre questa amministrazione sta accelerando sull’utilizzo delle aree agricole – dice il consigliere del Pd Rossano Pirovano – La città si sta movimentando. Perché non vi fermate e non fate approfondimenti? Dov’è l’interesse pubblico? Quando sarà un giudice a decidere, a prescindere a chi darà ragione, sarà una sconfitta per tutti.

 «Chiediamo il rispetto di una legge sovraordinata» aggiunge Mario Iacopino dei Cinque Stelle

Il sindaco Alessandro Canelli da parte sua ha replicato difendendo il progetto: «La politica sta facendo il suo mestiere in maniera corretta e legittima. Abbiamo sul campo un progetto che arriva da una programmazione urbanistica alla quale stiamo dando attuazione dopo 15 anni visto che prima non c’erano le condizioni. Una programmazione di sviluppo della città. Viene fatto lì per motivi precisi. Un’area vicino al centro intermodale, alla tangenziale e al casello autostradale. Piuttosto mi domando come mai il Pd che ora dice questo non è intervenuto quando amministrava la città e poteva correggere gli errori del piano regolatore del 2004. Ci confronteremo nel merito e sull’aspetto giuridico. Questo non è un progetto locale siamo inseriti in un contesto che va oltre Novara, un contesto Nazionale ed Europeo, stiamo attirando investimenti anche dalla Svizzera. Comprendo le possibili sensibilità diverse sull’argomento, non comprendo le posizioni ideologiche. Dovete guardare oltre, si rifanno i binari, c’è una riqualificazione tecnologica delle aree, un piazzale per autotreni e non solo».

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