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«Stiamo sostenendo il ricorso al Tar che chiede il ritiro della delibera che dà il via al nuovo insediamento logistico di Pernate, in ogni Consiglio comunale porteremo inoltre delle interrogazioni e mozioni per tenere vivo il discorso».

La minoranza del Comune di Novara compatta nel dire no all’insediamento della logistica «da 80 ettari uno scempio che significa distruzione di quartiere di 3600 persone».

«Il nostro sostegno alle spese (circa 15mila euro è il costo complessivo per il ricorso al Tar Ndr) è fatto perchè ci crediamo. Non molliamo di certo la presa.

Ogni consiglio tirando fuori questioni puntuali prima come si intendo equilibrio ecosistemico 

«Abbiamo chiesto l’intervento dell’assessore Valter Mattiuz durante l’ultimo consiglio ma non ha detto niente, questa è una scelta politica non tecnica – dice il capogruppo del Pd Nicola Fonzo – Reputo inoltre grave il fatto che un consigliere comunale vice capogruppo di Forza Novara abbia dichiarato che c’è la volontà di un privato agricoltore di far aumentare i prezzi dei terreni, affermazione mai smentita di un rappresentante dei cittadini».

«Non sappiamo quale sarà la sentenza del Tar ma se andrà dovesse decidere che avevamo ragione noi e quindi che è necessaria una variazione del Piano Regolatore il primo che deve fare le valigie è l’assessore Mattiuz, principale responsabile dello scempio di Pernate ma non deve essere l’unico.  Non vogliamo impedire lo sviluppo della città ma siamo amministratori responsabili e pensiamo alla qualità della vita del nostro territorio e dell’ambiente» 

Così Mario Iacopino dei 5 Stelle: «Si stanno scontrando due visioni diverse dello sviluppo, noi siamo per la sostenibililità e la programmazione e per una visione di riuso degli spazi abbandonati. Bisogna pensare a portare lavoro di qualità come ricerca e sviluppo. Loro sono invece per la politica della cementificazione e dei supermercati, per me l’assessore dovrebbe fare le valigie già oggi. Il sindaco ha dichiarato che si faranno successive valutazioni sull’impatto ambientale ma bisogna farle prima non dopo. Ad esempio non mi sembra che ci siano stati i famosi 10mila alberi nell’area di Amazon».

«In Consiglio porteremo tutti insieme il tema del piano paesaggistico regionale già adottato dal 2019 a tutela del territorio dove si guarda ad esempio all’altezza dei capannoni e che tipo di terreno si toglie. Ci sono consiglieri di maggioranza che votano in un certo modo e poi vanno nelle scuole a parlare dell’importanza del territorio o assessori che parlano della tutela delle risaie. Quindi da che parte stanno? 

Piergiacomo Baroni di Insieme per Novara sottolinea come «quando c’è un interesse comune da tutelare la gente sia attenta. Ci preoccupiamo dell’astensionismo verso la politica poi quando la gente c’è non si ascolta. Poi bisogna smetterla con il mito dei posti di lavoro. Non ha senso un’area così grande il quartiere viene soffocato. Un’altra questione riguarda l’emergenza abitativa, creare zona di cemento a Pernate vuol dire far spostare le persone e far scappare la cittadinanza» 

Spilinga: «Verso questo tema si sta mobilitando non solo Pernate, salviamo Pernate per salvare Novara. Bisogna guardare all’economia green e circolare» dice Cinzia Spilinga del Pd. 

«Il fatto che come minoranza siamo tutti uniti è messaggio positivo, non ci sono divisioni – afferma Rossano Pirovano – Come si può pensare di realizzare una logistica a 80 metri dalle case? Oggi in Italia non esiste un caso del genere. Parliamo di un quartiere che rischia di essere spazzato, ci sarà un muro di un chilometro a nord di Pernate con un’attività 24 ore mezzi di pesanti e con un parcheggio più grande in assoluto. Il valore della qualità della vita scenderà, parliamo sia dell’aspetto economico che dell’ambientale. Noi avevamo individuato come area di sviluppo quella di Agognate, zona lontana dalle case e vicino all’autostrad. Qui oltre a Pernate si parla di corso Vercelli, via Biandrate, corso Milano. Una città circondata da capannoni, ci saranno anche problemi di collegamento. Ci muoveremo su tutti i livelli non solo locale ma anche regionale e parlamentare con interrogazioni. Arriveremo fino in fondo».

«Dobbiamo pensare a contribuire a salvare il pianeta – dice Mattia Colli Vignarelli – La loro visione è insostenibile. Bisogna piuttosto pensare ad un nuovo modello di sviluppo attento alla persona, alla comunità e al pianeta. Abbiamo il piano regolatore della nostra parte è una battaglia che possiamo vincere». 

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