Condividi su

Don Gianmario Lanfranchini, parroco di Omegna

Carissimi Parrocchiani,

riprendiamo il cammino dopo le festività con l’inaugurazione di Casa Mantegazza. Siamo tutti invitati! Un gesto d’amore quanto bene può generare!

Essere uomini di Dio per Dio e per tutti

Il Battista, nel Vangelo Gv 1,29-34), ci ricorda che la preghiera è la sorgente della fedeltà al Vangelo. L’intimo rapporto personale con il Signore favorisce la sua crescita in noi: la fede orienta il nostro pensiero e le azioni in una “vita buona”.

Emerge la testimonianza di un credente che resiste ai potenti e ci insegna a lottare contro il male. Gli Evangelisti ci hanno consegnato la memoria della sua vita, della sua interiorità così forte, retta, coerente, spesa in modo totale per Dio nel preparare la strada a Gesù. Anche noi possiamo trovare giovamento nel fare nostro il rapporto che il Battista aveva con Dio, l’ultimo profeta si alimentava della preghiera! La vita di Giovanni è nella preghiera dei genitori Zaccaria ed Elisabetta (cfr Lc 1,13); l’annuncio della nascita avviene nel luogo della preghiera, al tempio; anche i primi giorni del Battista sono segnati dalla preghiera: il canto di gioia, di lode e di ringraziamento del «Benedictus»; l’intero ministero del Precursore è alimentato dal rapporto con Dio, il deserto è anche luogo del suo incontro con Dio e con le persone che si fanno cercatori di Dio; i discepoli di Gesù – parlando di Giovanni -dicono che ha insegnato a pregare ai suoi discepoli» (cfr Lc 11,1). Il Battista ci ricorda l’importanza della preghiera! Facciamo nostro l’impegno di essere uomini e donne che riscoprono la bellezza della preghiera che traducono la fede in opere di giustizia e carità: sempre dalla parte dei deboli, capaci di cercare il bene e la verità.

Isaia Mantegazza e i suoi figli, la sua e la nostra famiglia omegnese

La nuova sede della Caritas è dedicata dalla Parrocchia alla memoria di Isaia, Livio e Piero Mantegazza: l’intera famiglia omegnese  vive e ricorda l’amore che vince l’indifferenza, la paura, la fatica nel vivere la vita. “Una casa tra le case”, perchè ci impegniamo ad accogliere i poveri tra le nostre case: chi ha bisogno “possa trovare posto” tra di noi. Dio vive in ogni gesto d’amore che apre il nostro cuore al prossimo.

Ogni donazione impegna la Parrocchia a rispettare l’intenzione del donatore: in parte per ridare bellezza alla chiesa della comunità, la Cappella San Vito nell’antica Collegiata di S.Ambrogio è stata la prima pietra posta alla memoria della famiglia. Casa Mantegazza è la seconda pietra che mettiamo nel segno dell’attenzione ai poveri per ricordare un papà e i suoi figli. Mentre chiudiamo il cantiere del Vangelo della Carità, guardiamo insieme al “cortile tra le case”, all’oratorio , a cui potremo finalmente dedicare tempo ed energie.

Il luogo della preghiera (Collegiata), il luogo della carità (Casa Mantegazza), il luogo dell’educazione (l’oratorio) richiedono fraternità e comunione da parte dell’intera comunità…ora tocca a noi vivere l’amore fraterno! Ringrazio il Signore del lavoro pastorale di questi dieci anni, in comunione con il Vescovo Franco Giulio, collaborando con tutti coloro che ogni giorno, nel silenzio e nel “lavoro del Vangelo”, hanno reso possibili la realizzazione di queste tappe. Casa Mantegazza ricorda a tutti noi la potenza dell’amore: un gesto di generosità, frutto di passione, di lavoro e anche di dolore, può generare vita e bene!

Condividi su

Leggi anche

Editoriali

I marziani, le visioni e il “piccolo Vaticano”: ritratto di un antipapa del XX secolo

don Paolo Milani