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Le croci di vetta non si toccano. Questa la ferma e netta posizione dei sindaci valsesiani in risposta alle affermazioni del direttore editoriale del Club alpino italiano Marco Albino Ferrari durante la presentazione di un libro, che aveva definito le caratteristiche croci posizionate sulle vette delle montagne «anacronistiche e divisive».

Il primo a reagire attraverso una lettera aperta è stato il sindaco di Alagna Roberto Veggi, per il quale «Anacronistica risulta la posizione dei portavoce del Cai e non quella delle croci, condivisa pubblicamente nel nome di un’associazione i cui aderenti, ne son certo, si trovano per la stragrande maggioranza ben lontani da questa “visione urbana” delle montagne. Da sempre la gente di montagna si riconosce nel profilo delle proprie vette, e da sempre le montagne sono custodi della cultura dei popoli che le abitano. Le croci di vetta, come altri simboli religiosi posti sulle sommità delle montagne, fanno parte della nostra cultura e della nostra storia; il nostro impegno per proteggerle e garantirne la permanenza sulle nostre vette sarà incrollabile e permarrà la piena disponibilità della nostra amministrazione a garantire la posa motivata di tali simboli, nel pieno rispetto dell’ambiente e del paesaggio».

L’articolo integrale, con le interviste al primo cittadino di Alto Sermenza Roberto Sacchi e al sindaco di Scopa Cesare Farina e la replica del presidente del Cai Montani, sul nostro giornale in edicola venerdì 30 giugno e disponibile anche online, nelle edizioni Il Sempione, Il Monte Rosa, L’Informatore.

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