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Un corteo colorato di rosso, simbolo del sangue versato dalle donne uccise per mano di un uomo, è sfilato lungo le vie cittadine, organizzato dall’associazione Vega, per attirare l’attenzione sul grave problema della violenza contro le donne e la continua violazione dei diritti umani.

Lungo il percorso sono stati presentati alcuni interventi come spunti di riflessione. Alla partenza, di fronte alla panchina rossa posta davanti all’archivio parrocchiale, il parroco don Massimiliano Cristiano, per sottolineare l’importanza dell’educazione ricevuta in casa, ha letto la lettera di una madre che confessa al figlio che fin da quando aveva saputo di aspettare un maschio aveva pensato “alla meravigliosa opportunità di crescerlo nel rispetto e nella gentilezza verso le donne.” Quattro sono le raccomandazioni che la donna lascia al figlio: la capacità di rispettare tutti ed in particolar modo le donne, nel ricordo di quelle a lui più care; la pazienza nell’ascoltare; la cura dell’amore, da coltivare giorno per giorno; la forza di ribellarsi di fronte ad un atto di ingiustizia o una mancanza di rispetto verso una ragazza. Al suo intervento si è aggiunto quello di Carmen Ceffa, che nella lunga professione di ostetrica è venuta a contatto e si è attivata per aiutare tante situazioni di difficoltà e sofferenza.

Carmen ha sottolineato la necessità di istituire a Galliate un centro antiviolenza per aiutare le donne vittime di abusi che si rivolgono al centro di prima accoglienza sanitaria. L’ingegner Rigorini, in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale, si è impegnato a farsi portavoce di tale richiesta. Di fronte alla chiesa di Sant’Antonio il corteo si è fermato per un minuto di silenzio in ricordo delle vittime della violenza di genere. La manifestazione si è conclusa in oratorio, dove è stata proiettata la testimonianza di Monica, ex volontaria dello Spazio Giovani, che ha raccontato la sua storia di soprusi e violenze. Oggi Monica è una ragazza serena, che è riuscita a superare la sua triste esperienza, e consiglia a chi si dovesse trovare in una situazione analoga di non nascondere il problema, ma di parlarne con le persone più vicine, la mamma, le amiche fidate, per trovare un supporto e la forza di interrompere una relazione malata. Il pomeriggio si è concluso con un momento conviviale tra i giochi dei bambini e la distribuzione di un thè caldo e biscotti.

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